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Saggistica. Un saggio impegnativo che introduce alla conoscenza di una poetessa (oltreché saggista, critico e giornalista) fra le più rilevanti dell’attuale panorama letterario: un percorso ascensionale il suo, che inizia nel 1986 con Oltre il segno tangibile, ristampato l’anno dopo. L’ala del condor ne traccia le linee principali, talvolta approfondendole, dalle quali risalta lo stile della Di Stefano Busà, di un lirismo fitto di vivide accensioni e di scansioni linguistiche originali che presentano non pochi versi memorabili come “Noi serbiamo del tempo | la morsura. Il resto è canto o grido” (Le Erinni), esito a cui si perviene solo attraverso la perfetta coincidenza fra pensiero e immagine.

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