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Poesia. Si nota la continuità con la precedente raccolta ‘In estremo stupore’ (v. PdV n. 35 p. 76), sennonché preferiamo introdurci qui dalla frase ‘Non conoscerai che parole’ (p. 5), il che sembra dire: la parola è parola, l’oggetto oggetto: è così che la fisicità e la stessa scrittura interagiscono sul piano metafisico, soprattutto se la poesia si fa ‘nuovo organismo allusivo’ (p. 11) e l’intelligenza raccoglie in sé ‘viaggio e visione’ (p. 61) istituendo paesaggi secondo la logica dell’io che disegna nella più vasta area della langue il suo percorso.

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