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Poesia. Quanto incidano le intenzioni sul risultato non ci è dato sapere: a volte costituiscono la sostanza. Così è d’un afflato che si trova fra ‘aquile e usignoli’ (Dipingimi, v. 7) tanto per citare un’idea dell’autore. Del resto la struttura di queste liriche si presta a un movimento che agisce in scioltezza, con qualche caso, es. ‘Pane, brodo; ferro’ più schematico nel definire il suo messaggio, generalmente esteso in cadenze ineguali che in ‘Cento e cento volte ancora’ partono dal bisillabo (tu, v. 12). Testi datati ma non disposti in stretta cronologia.

Recensione
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