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Narrativa. Il racconto è tratto dai Diari (1914) e risulta diviso in due frammenti: nell’edizione critica (Frankfurt a. M. 1990) comprende varianti e passi soppressi o aggiunti, qui v. pp. 23-24. Tipico dello stile kafkiano il procedere verso il basso, talora fino all’annientamento, come ne La talpa o in Un digiunatore, ed è questo che permette di identificarsi: malgrado la povertà, nostalgia di una felicità perduta. Le numerose interpretazioni fra psicologia e teologia ebraica (G. Scholem) non hanno per caso ‘incrostato’ la materia originaria della sua narrativa? e non sarebbe il caso di rileggere Kafka (la sua rivelazione, dei meccanismi che presiedono ai comportamenti) in modo più oggettivo?

Recensione
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