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Poesia. La critica più avvertita sta seguendo da tempo il percorso poetico dell’autore triestino che, evitando di cadere nella scia dell’altro più noto concittadino (Umberto Saba), si sta creando un proprio stile, qui modificato a favore di una stringata versificazione che privilegia il verso breve e incisivo, assai evidente in Parola d’amore. L’io appare a volte l’epicentro, toccando quasi la soglia di un’immortalità intrinseca al soggetto (Sembianze universali) e all’opposto, come ossimoro filosofico, l’annientamento: “io so bene | di essere meno | che nulla” (p. 17). Il titolo della silloge si ritrova nei primi due versi della lirica Nulla più resta.

Recensione
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