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Vincitore del premio di poesia OMCN-Villa di Serio 1994, questo libro –
diviso in sei sezioni – ha come tema, più precisamente nella prima parte, una
città decantata da un numero ormai sconfinato di pittori, musicisti e letterati.
Dal primo risvolto di copertina apprendiamo che l'autrice ha al suo attivo
ventitr‚ raccolte edite e vinto circa (nemmeno lei pare tenerne il conto)
duecentotrenta primi premi in concorsi: c'è da chiedersi se dopo tale pletora di
pubblicazioni e riconoscimenti fare poesia non diventi un'abitudine.
Il dubbio sorge dal fatto che qua e là assistiamo a vistose cadute di tono:
Ho un amico poeta | che abita in via Recastello. E' facile | essere poeti |
vivendo in un luogo come quello (Quelli di via Recastello); superfluo osservare
quanto suoni fastidiosa la rima anche se interna al verso.
Alcuni testi però, sotto il profilo lirico, sono eccellenti. La sintesi è
particolarmente felice in Inquilini del mio corpo: Mi faccio | curva di vento
(io | terra di smeraldi). La materia linguistica emana uno splendore che
proviene dall'idea trasferita in senso quasi minerale, e la ricchezza
immaginifica irradia figure spesso stagliate su superfici luminescenti; ecco tre
verso presi da Fabbricante di violini, una delle poesie più suggestive
dell'intera raccolta: una follia di stelle | nelle vene ardore di ori liquefatti
| fluivo. Qui non c'è mestiere, ma abbagliante creatività la musica vi esercita
un indefinito potere emozionale riflettendo nella parola la sua misteriosa
bellezza.
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Recensione |
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Stregò la notte Venezia
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poesia
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| Autori |
| • | Adriana Scarpa |
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Edizione:
Edizioni Villadiseriane
Villa di Serio 1994 |
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| Prefazione di Sergio Pagliaroli - pp. 80 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Punto di Vista nr.5/1995
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