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Quasi contemporaneamente all’Acchiappafantasmi, è uscita questa raccolta di 124 sogni, o meglio “racconti-sogni”,
con i quali, come ben dice Maria Teresa Petrini nell’editoriale “Possiamo credere che lo scrittore attraverso i suoi sogni compia
un viaggio di conoscenza, il viaggio di Apuleio nell’Asino d’oro, che va e torna dalla Tessaglia, possiamo dire che
è il viaggio di andata e soprattutto di ritorno di Dante dall’Inferno,
un viaggio nell’ignoto, nei misteriosi sentieri dell’animo umano per tornare ricchi di virtude e conoscenza”.
Resta da aggiungere che nel racconto, a volte solo abbozzato, altre volte più disteso, di queste fantasie oniriche,
si rintraccia il nucleo più profondo e vivo della narrativa bartocciana, quell’humus che la rende così particolare e godibile, quella
filosofia dell’uomo moderno che pur sentendosi al centro dell’universo, ne scruta con curiosità e a volte con angoscia,
gli orizzonti e i limiti. Alla fine della lettura una caterva di domande si affacciano alla nostra mente, ma perché tentare di dargli
una risposta?
Leggere questi sogni in chiave analitica ed estetica, per ritrovare attraverso i sogni non i lati nascosti della personalità
dello scrittore, ma quelli evidenti, chiari, che sono il suo portolano al quale si affida per la difficile navigazione nell’esistenza.
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Recensione |
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Oneirata (sogni)
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narrativa
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| Autori |
| • | Gianni Bartocci |
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Edizione:
Caleidoscopio Letterario
Genova 1999 |
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| pp. 72 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Punto di Vista nr.25/2000
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