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Per quanto in copertina sia scritto romanzo indiano, questo piccolo libro contiene due racconti, scritti come antiche favole da Wilma Minotti Cerini.

Personalmente preferirei che una scrittrice italiana restasse genuinamente legata al proprio tempo e ai propri luoghi pur amando, comprendendo ed interpretando una cultura ricca ed antichissima come quella indiana che molto ha da insegnarci. Questo non toglie che ognuno resta comunque libero nelle proprie scelte anche correndo il rischio di rasentare una certa imitazione, dettata in parte dalla moda, che può condurci nell’atmosfera sciropposa e moraleggiante presente in molti racconti indiani.

Ovviamente nelle favole originali tale atmosfera è più accettabile perché genuina, perché specchio di quelle culture, mentre qui ci troviamo di fronte ad una ricostruzione letteraria che si legge comunque volentieri perché scorrevole, scritta bene e con amore sincero – si capisce che in questa atmosfera indiana la scrittrice si è tuffata completamente – ma che comunque lascia trasparire il nostro background culturale occidentale.

Se la scrittrice si liberasse dal fascino esotico, indotto in lei dall’India, e facesse autenticamente suoi i valori che l’antico pensiero indiano può darle, la sua scrittura ne guadagnerebbe in profondità e sarebbe per lei una conquista importante, perché è essenziale trovare sé stessi.

Recensione
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