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Piccolo cimitero di guerra

Scese dalla corriera e si guardò intorno. La prima cosa che vide fu un vecchio cimitero di guerra, “di bene in meglio!” disse tra sé e sé.

Quella mattina era partita senza un’idea precisa di dove volesse andare, la sola cosa certa era che voleva evadere dalla routine di tutti i giorni, stanca di frequentare la solita gente, il cicalìo della vicina di casa, il rumore delle automobili sulla strada statale poco distante: in poche parole desiderava un giorno di pace. “Certo – si disse riguardando il vecchio cimitero – più pace di così si muore!”

Sorrise al gioco di parole e decise di entrare.

Aprì un vecchio cancello arrugginito, si fermò a guardare quelle piccole croci tutte uguali, ben allineate sul terreno trascurato dal tempo e che davano un senso di tristezza a chi le guardava, come se tutti quei morti avessero dato la loro vita inutilmente. Si chiese se la guerra avesse un senso, se valesse la pena di morire così. Morire… per cosa e per chi, per le ambizioni dei potenti, per un contesto di terra senza confine, per un filo spinato che grida dolore a figli, spose e madri?!

Dei bagliori in fondo al cimitero attirarono la sua attenzione, si avvicinò incuriosita e vide una lapide con una croce che sovrastava le altre; uno stemma dell’aviazione inglese, come pure la dicitura, fece notare che lì sotto era sepolto un aviatore abbattuto dai caccia austriaci nel cielo del Trentino il giorno ventitré luglio 1918, all’età di diciannove anni. La colpì in modo particolare una frase… “riposa lontano da casa ma non dimenticato”. “Ecco – si disse – un’altra vittima innocente della guerra tra potenti.”

Riguardò quella tomba: in occasione del quattro novembre, commemorazione dei caduti, la circoscrizione aveva deposto una corona di alloro, come pure gli alpini e mani pietose avevano posto dei fiori in un vaso di vetro che il gelo aveva spaccato in pezzi. Il riflesso del sole e la suggestione del posto facevano sembrare questi frammenti tante Croci al Merito.

Si guardò attorno pensierosa, poi si accucciò ai piedi della lapide, prese un sasso e pazientemente frantumò quei cocci in piccolissime stelle che raccolse nel palmo della mano. Alzatasi, le distribuì con doveroso rispetto a quanti, nel piccolo cimitero della lontana guerra ‘15-’18, avevano dato alla Patria la loro gioventù.

E così tutti ebbero la Croce al Merito al Valor Militare. Poi, in punta di piedi, si avvio verso l’uscita.

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