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Saranno stati anche “sparsi” questi versi, ma solo nel tempo, atteso che vi è un continuum connettivo tra testo e testo nella collezione: ed è la cosciente tensione a chiarire e a chiarirsi 1’enigma: chi sono?

E il poeta non perde occasione, dall’introspezione all’estroversione, per leggerne risposte, per dare “alla sua illogicità” forme di accettabile definizione; e meglio riesce quando proietta lo sguardo oltre i “confini di un cerchio | che soffoca la vita” (poiché quel cerchio tutti ci condiziona a sé, alle sue logiche, alle sue seduzioni, dalla nascita alla morte) per “Gustare 1’universo” e “le impercettibili sensazioni | che emana 1’esistenza, le parole espresse e taciute | nelle infinite lingue della coscienza”. Ti rendi conto allora – o semplicemente rinnovi un millenario sapere – che sei “segno e cosa in continuo mutamento | spirito che si fa materia”. Segno, cosa, spirito: trilogia che corrisponde nelle antiche culture e nella più recente epistemologia (sia pure in diversità di espressioni linguistiche) alla trinità del Tutto: 1’onda cioè, da quale che sia la partenza, che sempre va a coinvolgere le due altre componenti.

E su questa linea si spiegano, e si dispiegano, visioni e commozioni e trova convalida la realtà ultima.

Ma ciò che più conta è la formulazione poetica usata per esprimere concetti e volumi non diversamente dicibili, se non magari attraverso il figurato e il metaforico dei testi sacri o delle tradizioni iniziatiche. Qui la poesia può mirare direttamente al cuore (meglio si direbbe, alle viscere) e tracciare tocchi di grazia che riempiono di luce vivida la traduzione volgare o volgarizzata del senso alto, e altro, della presenza umana sul pianeta. “Onda che precede un’altra onda | e si ritira, | ritorna al suo grembo | e si perpetua nell’eterno rigoglio | di una nuova vita”. Quel sentimento dell’eternità che, accertato in noi, è parte integrante della regola fondativa che muove la creazione da sempre.

Va perciò ascritto ad elogio di “Altri versi sparsi” 1’aver affrontato, pur partendo da occasioni ed esperienze soggettive, una tematica così elevata e così ardua e 1’aver sublimato proprio il dato personale ed esperienziale a dimensione cosmica della Ragione e della Vita, dimostrando come proprio nella poesia sia serbato in nuce il seme vivo e vivificante dell’assoluto Principio Fontale.

 
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