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“L’anima non ha bisogno delle orecchie per sentire la voce del cuore.” Questo ci dice Hedwig Carra nel suo libro, che non vuole essere un’autobiografia, dettata dalla rabbia e dal dolore, e che non vuole a tutti i costi insegnarci qualcosa.

È solo il racconto di un’esperienza che ti cambia totalmente la vita: diventare improvvisamente sorda a vent’anni. Essere scaraventata in un mondo estraneo, all’inizio ostile.

Un mondo dove la parola “musica” non ha alcun significato, dove i tuoi cd sono morti per sempre. Un mondo dove le persone che ami fanno fatica ad entrare ...e a volte rinunciano. Un mondo che ti toglie la tua identità, la speranza ...che in un certo senso ruba te stessa.

Ma l’autrice riesce a cogliere “quell’istante di eternità” e impara una delle cose più importanti: il coraggio. Il coraggio di continuare a vivere e soprattutto di continuare ad essere se stessa.

Non ci dà certo l’illusione di vivere in un mondo perfetto, confessa la sua sofferenza. Ma ci dice anche che la sua nuova condizione non le impedisce di sorridere, di essere felice per piccole e per grandi cose.

“Ora guardo le persone, leggo i loro sentimenti sui volti, capisco tante cose dai loro movimenti. Forse non capisco tutto ciò che dicono, eppure a volte comprendo cose di cui non parlano.”

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