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Le Venezie

“Ma la cosa più incredibile è che Le Venezie è un città-arcipelago che sorge dal mare ed è circondata tutta dall’acqua come le altre città lo sono dalla campagna. Invece delle strade, nel mezzo, ci sono delle canalature saline, come dei fiumiciattoli sui quali vanno le barche, come qui vanno i carri con i cavalli. L’isola di Metamauco è poi tutta di materiale raccogliticcio assortito alla meglio, ma non buttato a caso come qui: anzi tentano di disporlo con simmetria, anche se ne risultano facciate incomprensibili. Queste case si ergono lunghe e strette per vari piani e, al di sotto, spiombano nell’acqua salata tanto che per andare da una casa all’altra si usano dei ponticelli di legno sopra i canali, i quali spesso vengono tolti e in qualche caso si aprono in mezzo per far transitare le barche da carico, che comunque sono piatte e adatte ai fondali bassi... La visitammo insieme per due giorni fino al compimento delle trattative e giuro che se non l’avessi vista con i miei occhi non ci crederei: erano dei veri labirinti sia le stradine, sia gli interni delle abitazioni. Ma, soprattutto, erano piene di cose preziose: gioielli antichi, sculture di marmo, stoffe intessute in oriente, perfino oggetti bianchi scolpiti con i grandi denti di un animale africano chiamato “olifante” e uno di questi denti lo vidi intero: era grande come me e ricurvo come un corno. E poi ancora: smalti dai mille colori nelle chiese e figure scolpite che sembravano ricamate e uomini provenienti da ogni angolo del mondo, che parlavano tante lingue come nell’antica Babele... E il tutto in quell’arzigogolo incomprensibile di stradine strette e acque serpentine, avendo attorno, invece che un contado, altre isolette con case dai tetti di paglia, dentro alle quali c’erano però immensi tesori… Quella città io non la vidi più, ma a lungo la sognai. Anche ora che sono monaco mi capita certe notti di sognare di essere in una barca, con dei rematori che mi portano, e di vedere in lontananza sorgere dall’acqua, avvolta da una leggera nebbiolina, una città multicolore, silenziosa e splendente come un pezzo di eternità.”

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