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Posto di blocco

Le due donne, stanche morte dopo una giornata di lavoro, uscirono dalla fabbrica e si diressero verso i1 capolinea del tram. Ansimante, per una pesantissima borsa che l’affaticava, Franca disse all’amica: – Almeno oggi non sono venuti a bombardarci... un po’ di tregua non ci fa male! –

Certo – rispose Rina – ma che hai in quella borsa... piombo?

– Proprio piombo no, ma pesa ugualmente, ho comprato delle patate a borsa nera.

Intanto cigolando il tram arrivò scampanellando e le due amiche salirono prendendo posto sulla panca. Vicino a loro si sedette uno della Brigata Nera. “Un bel giovane – penso Rina – peccato che sia un repubblichino!” Franca invece gli fece subito gli occhi dolci e il giovanotto, ringalluzzito, cominciò a farle it filo. “Ma vedi questa pero!” si disse Rina “in fabbrica fa il lavoro clandestino poi come esce e vede un bel giovane ci sta subito. Va bene che è vedova, ma buttarsi così... e con un fascista poi, mi pare un po’ troppo! Domani gliene stacco quattro... mi sente!” I due però, imperterriti, continuarono a parlottare e a scambiarsi sorrisi.

Ad un certo punto anche il repubblichino guardando la borsa stracolma le chiese: – Ma che ci tiene lì dentro? Dev’essere pesantissima!

– Sapesse – rispose Franca ridendo – è piena di bombe. Vuole vederle? – e scostata la maglia che ricopriva l’apertura, comparvero delle patate.

Il giovane esclamò: – Ah! Facciamo la borsa nera!

– Spero che non voglia denunciarmi per così poco? È solo per togliermi la fame!

– Stia tranquilla, io le belle donne non le denuncio, al massimo chiedo poi qualcosa in cambio!

– Come corre lei! Certe cose per riuscire bene non possono essere così veloci! A proposito dov’è di servizio?

– Proprio qui, vado ora per dare il cambio ad un altro camerata.

In quel mentre il tram si fermò. – Tutti a terra – disse il tranviere – siamo al posto di blocco, vi riprendo dopo il controllo!

Tutti scesero. Rina sempre più indignata guardo di traverso la sua amica che intanto stava dicendo al giovane in camicia nera: – La portiamo in due? Così mi stanco meno! – Ma che dice? Glie la porto io – poi, facendole gli occhi di triglia, – nei prossimi giorni potremmo fare due passi dopo il mio turno di guardia. – Franca, con una strizzatina d’occhio, gli sfiorò la guancia con un fugace bacio – Eccole un acconto!

Il repubblichino, rimessa la borsa sul tram, scese per entrare nel posto di blocco salutando Franca con un – A presto!

Ripreso posto sulla panca, sottovoce e con la bocca incollata all’orecchio dell’amica, Rina disse: – Non ti facevo così! Domani ti dico il resto... dovresti vergognarti! Senza scomporsi e scostando la maglia che copriva la borsa, Franca rispose: – Vuoi vedere che belle patate ho comprato oggi? – e tolto il primo strato di tuberi ecco spuntare un grappolo di bombe a mano. Rina comincio a tremare, la voce le mancò e sbiancò in volto. Quella notte, una delle poche senza le sirene d’allarme, non riuscì a dormire.

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