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Veneziano, raffinato e apprezzato poeta, Maurizio Zanon esordisce in lingua francese con questa tascabile plaquette di poesie molto brevi, quasi frammenti, tradotti da Lia Ruccolo ed illustrati da Cudin.

Pochi significativi versi che l’autore ci dona e già ci appartengono per sentimento, attratti da storie tolte al grigiore dell’esperienza colma di quotidianità, dove vivere pare a volte impossibile, sogni nostri segni e la parola si ritira dietro lo sguardo che spazia nel deserto, miraggio di silenzio.

Incredibile solitudine centrata, inoltrata nei luoghi della memoria, ricca di esperienza, nell’attesa, con la primavera alle porte, nel sole radioattivo che lento con il vento nel tempo porta un mare colmo di speranza dolce amara. Parole racchiuse di questa mini-raccolta deliziosa che non lasciano ombre, in cui ognuno di noi avverte il bisogno d’abbandonarsi riconoscente e riscrivere infinitamente.

Mario Stefani ha tracciato il profilo poetico dell’autore ne Il canto di una voce solitaria (Book Editore, Castel Maggiore 1999) che rappresenta la summa di vent’anni di scrittura sofferta, dalla straordinaria resa poetica e crescita manifesta, vasta e ne ha tratto giovamento il senso profondo d’appartenenza alla poesia, che commuove per limpidezza e sapiente forza d’Amore per la vita, senza tradire la conoscenza, il calore, lo spessore del messaggio nella sua interezza.

 
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