Dicembre al sud
Un fiore rosso,
testa di grande garofano, pesa
all’estremo di rami allungati,
oscilla nel vento
dal bordo di secche e verdi erbe,
vaso spezzato sul terrazzo affollato
di vasi e cocci e cose,
collasso di malinconie
al cospetto d’un mare remoto,
orizzonte superficie e cielo velato.
E le petunie, rinate ad ottobre.
Foglie
Quando cominciano a diradare le foglie,
traspare del casale sul colle
qualche finestra in più, l’arco,
e la torretta che svetta più alto.
Non cura il
cipresso più rade trame,
pertugi nel cuore di chi guarda
e attende, sente
invernalità.
Piccole finestre disvelate,
dai messaggi sussurrati appena,
richiami a
rifugiarsi,
promettono altra vita, quiete,
e poca soltanto
invernale malinconia.
Dicembre a Lòro Ciuffenna
L’odore degli orti infreddoliti
è odore di sedani e
di nebbia.
Se azzurri spiragli s’aprono
suscita sentori e profumi il tenue
tepore,
la luce.
Olivi dalle giovani chiome lente sul greppo
consolano le viti in fila,
spoglie e quiete.
Molli dorate sfere brunite
sono prossimi a cadere i frutti
rimasti sui
diosperi spogli e abbandonati.
La bianca, la fulva e la nera
fuggono allarmate sulla proda
le giovani tonde
pollastre.
Del rosaio verde sul ciglio
pallida s’apre e irregolare
l’ultima rosa gialla.
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