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Miti della coscienza

Cola il colore sulla tela
elabora la mente un percorso
d’intimi moti
miti della coscienza
torri di pensiero
erette a lambire verità
che un disegno eterno non rivela.
Scorre il colore dentro solchi
che scava una smarrita intelligenza
ricerca di immagini primeve
che sprofondano sempre più nei secoli
e la verità restìa caparbia s’insinua
nella docile mano che indaga
e un frutto ne nasce,
bellezza.

Fatuità

Millenni di conoscenze si sono fatti pensieri
miriadi di credenze hanno imprigionato la mente,
albero immenso che spande le sue foglie
in un groviglio di rami che non hanno memoria
d’una radica che forte s’afferra alla materna terra
infinitesimale elemento d’una realtà oscura
geloso epigono d’una verità primigenia
intimo custode del germe della vita.

Sai se l’intelletto è frutto di verità
e la ragione umana non erra?

Circolo vizioso che non ha mai tregua
fatue teorie che si dissolvono
nel vacuo mare di un’incertezza eterna.

Pretendo una voce che forte si levi

Pretendo una voce che forte si levi
e penetri cieli restii
preghiera immensa che travalichi poteri immortali
e violenti quel regno di primordiale onnipotenza
che seppe solo offrire morte all’ingenuo peccato
e liberare menti che soffrono labirinti
di una sterile cultura
rozza accozzaglia di parole
da cui nacque un insensato pensiero.

Solo quando il bisogno di un fragile corpo
esaurirà il suo percorso
stanco di mendicare sussistenze
dove evacuare le fralezze di vuote illusioni
il tuo spirito brancolerà nel cosmico nulla
senza mete d’esistenza
e nella tua mente cercherai le confortanti immagini
che facciano da contrappeso
a un senso di affannoso respiro
soffocando un pensiero che la realtà imprigiona.

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