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Il primo Ruffato e l’ultimo (fino al momento)… In apparenza ben diversi, ma sostanzialmente uguali: gli stessi concetti strisciano fra i vocaboli affannandosi per respirare, cercando il proprio posto; gli stessi temi (il tempo, la solitudine, l’impatto della natura sul poeta e sul momento lirico; la vita e il senso della sofferenza, della morte; la possibilità di esprimersi dialettalmente…) ridondano in qualche modo sia nel soggetto che comincia a intravedere il suo cammino poetico, sia nel creatore affermato e costrutto che, sebbene in modo più contorto ed elaborato da inarrestabile pensatore e pratico della parola, rastrella ancora una risposta nella mistura dell’universo.

Voglio presentare, dunque, la traduzione spagnola di alcune delle prime poesie di Ruffato, concepite sull’eco del grande Quasimodo, e alcune delle ultime, estratte da Sinopsie (2002). La presente selezione non ha seguito, perciò, un criterio preciso. Mi sono lasciata trascinare dall’intuito, sicura di trovare dovunque l’essenza dell’autore, sicura del fatto che le sue parole riescono comunque a trasmetterla. Ecco qua il mio umile contributo, il sincero omaggio all’amico e al poeta, Cesare Ruffato.

Letture lontane di Salvatore Quasimodo
Lecturas lejanas de Salvatore Quasimodo

Dolce questo sorgere del giorno
quasi scolpito in un attimo fisso
lieve il volgere del tempo alla luce
lieve lo sciogliersi della luna
lieve il ritorno ai freschi pensieri
in solitudine di ricordo
e colloquio con la sola anima
senza peso di vita comune.

Dulce el surgir del día
casi esculpido en un momento fijo
leve el transcurrir del tiempo hacia la luz
leve el deshacerse de la luna
leve la vuelta a frescos pensamientos
en la soledad del recuerdo
y coloquio con el alma sola
sin peso de vida en común.

 

I moti del vento e delle cose
le voci del tempo
non possono essere vani
ma lontani e velati tanto
da apparire che tutto non sia stato.
È il riposo dello spirito che lascia
persino il rifugio dell’incertezza.
Forse tutto è stato tanto da non capire più l’altezza
profonda dei ricordi
e lo scorrere sottile dei giorni
al limite di esistenza quasi spenta.

Los movimientos del viento y las cosas
las voces del tiempo
no pueden ser vanos
sino lejanos y velados, para
que parezca que todo no ha sido.
El reposo del espíritu abandona
hasta el refugio de la incertidumbre.
Quizá todo ha sido tanto que ya no entiendo la altura
profunda de los recuerdos
y el transcurrir sutil de los días
al límite de la existencia casi apagada.

Mentre tento di radicare
gli eventi della mia esistenza
quasi in vegetale resistenza
ed in fenomenologia verbale
affino sguardo tatto ed ascolto
non so se riuscirò a grafemare
il muto la danza e l’ultima vostra
parola forse nemmeno voi e poi
dubito di sapere entrare
nel mio profondo immaginario
esausto scettico disincantato.

Mientras intento arraigar
los hechos de mi existencia
casi en vegetal resistencia
y en fenomenología verbal
agudizo mirada tacto y escucho,
no sé si conseguiré grafemar
lo mudo la danza y vuestra última
palabra quizá ni siquiera vosotros y dudo
además de saber entrar
en mi profundo imaginario
exhausto escéptico desencantado.

 

Sento con affanno la cifra del tempo
l’eterno che ipnotizza
il mio sguardo appannato
fra nuvole sfatte e sibili
gelidi di tramontana.
Intorno loro isole eteree
proteggono quanto mi resta
dell’ombra del velo e del fuoco
pallido che scatta ancora
qualche scintilla parola ascendente
stella alle loro mancate primavere.
Da tanto mi rigiro sul rogo
in cerca di vera fiamma altra.
Se cado porgete una mano cerea
all’anima che vi dono
sospiro di menta
d’una morte bianca.

Siento con ansia la cifra del tiempo
la eternidad que hipnotiza
mi mirada empañada
entre nubes deshechas y silbos
gélidos de tramontana.
A su alrededor islas etéreas
protegen lo que me queda
de la sombra del velo y del fuego
pálido que todavía lanza
alguna chispa palabra ascendente
estrella de fallidas primaveras.
Hace tanto que me revuelvo en la hoguera
en busca de otra verdadera llama.
Si caigo extended una mano cérea
al alma que os doy
suspiro de menta
de una muerte blanca.

Il vuoto ora puro ricordo
di meditazione. La luna come
avvio d’altra certezza è più
pallida ed ottusa di solitudine.
La tua voce soffio di silenzio
metafisico tralascia l’ombra
della devastante agonia
sul ciglio d’altro orizzonte.

El vacío ahora puro recuerdo
de meditación. La luna como
comienzo de otra certeza y más
pálida y obtusa de soledad.
Tu voz soplo de silencio
metafísico ignora la sombra
de la devastadora agonía
en el borde de otro horizonte.

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