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Legionari di Frontiera

Cod.: 289

Dalla Prefazione di Luigi Alfiero Medea, Vasto, 2001.
Incisiva questa silloge di Maria Pina Ciancio, ritmata, per di più, da uno stile ricco di pregnanza espressiva e tendente all'asciuttezza dell'espressione, nel verso volutamente breve. Una silloge che si caratterizza soprattutto per la precarietà dell'esistenza, sullo sfondo di una terra - la Basilicata - che è stata sempre tormentata dall'emigrazione e dalla povertà e il cui silenzio è "un geranio di fiori rosso | con larghe | foglie verdi || e steli erti | ad una grata/ di vernice antica". Sono diverse le immagini che, intrecciando una fitta rete di rimandi interiori, si soffermano sull'aspetto dell'incertezza esistenziale. Ora è il senso di smarrimento "che si insinua/ profondo sui volti"; ora è il sentirsi legionari di frontiera "che giocano a barattarsi l'anima"; ora è la lacerante presenza negli sguardi "di una lotta | disperata | e vana"; ora è il brivido di lamenti che viene da un paese, insanguinato dalla guerra e penetra nel corpo e nello spirito, stagliando la figura di un uomo che fugge nella solitudine più amara; ora è il buio della notte che strappa al tempo "storie infami | di uomini | senza gloria".

Ma, non c'è ripiegamento pessimistico nel messaggio della poetessa di San Severino Lucano. Altri tre importanti elementi risaltano, infatti, nella Silloge. Innanzitutto il forte attaccamento alla vita, accompagnato da un impegno a reagire alle difficoltà "stretto ai cornicioni | della vita || grido con forza | il silenzio dell'Eternità"; poi il senso di solidarietà umana nel dolore e nell'attesa "C'eravamo tutti || stretti | in una fila | dai gomiti | bassi || ad aspettare | in silenzio | la sorte"; infine l'apertura a sprazzi d'infinito e di felicità "acrobati | di un'esistenza | incerta || scivoliamo | nel buio | assetati | di felicità".

CIANCIO Maria Pina

Genere: Poesia

€ 8,00 attualmete non disponibile

Vasto 2001, pp. 20


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