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Cercando "O"

Cod.: 271

Viaggio poetico.
Saggio critico e traduzione inglese a fronte di Adeodato Piazza Nicolai >
Prefazione di Luciano Nanni >
Disegni di Alberto Bolzonella.

Recensione di Marilla Battilana.

'Prezioso' è il primo aggettivo che mi viene in mente per questo recente libretto di Luigina Bigon, già autrice di due raccolte di versi nonché curatrice di antologie poetiche. Il prefatore L. Nanni segnala il sorprendente progresso del presente lavoro rispetto ai primi due. Il lungo saggio, qui usato come postfazione, steso dal traduttore A. Piazza Nicolai con straordinaria sensibilità sorretta da un'altrettantostraordinaria preparazione critica, si intitola In cerca dell'Oroboros (il mitico serpente che si morde la coda) fornendo così una possibile, ma certo non unica interpretazione del titolo. Che, a mio vedere ha certo a che fare anche con 'il femminile', essendo la O - in quanto segno di apertura, e segno di un vuoto (lo zero) --- plausibile cifra della femminilità stessa. Nicolai analizza il poemetto da un punto di vista tematico valendosi di apporti psicanalitici e, al contempo, si mostra attento a possibili interpretazioni esoteriche di questo particolarissimo 'viaggio', pellegrinaggio o percorso spirituale o perfino esperienza misticheggiante che Bigon ha rievocato scrivendo a tratti, come lei stessa ci rivela, "di getto, senza pensare".

Poesia, immagini, metafore sgorgate dunque dal profondo. I grandi simboli archetipici di ogni tempo vi appaiono: primo fra tutti il mare, un mare agitato che fa fuggire la gente dalla spiaggia: un vento che mi | penetra le ossa, scompiglia i capelli. | Mi trovo impacchettata di vestiti, | credevo di averli tolti tutti, | di aver ritrovato i volti puri. Evidentemente la poetessa non accenna a una realtà solo fisica. 
Poi 'un chierico col breviario', 'l'antropomorfa buganvillea', 'un cavallo bruno', 'un sovrapporsi di porte chiuse' assediano la sua mente. Nella seconda parte, intitolata "Alta via delle volpi bianche", il cuculo invia telegrammi a tutto dire.. Stamattina una sonata di pianoforte | inondò tutte le stanze, mai | ne compresi il suono fino ad oggi. Il linguaggio si fa ora più criptico, ora descrittivo/evocativo specialmente di visioni naturali, alberi, animali. Sconfina nella filosofia, e in qualche breve enunciato didattico: Il dolmen mi parla di energia | primigenia, esiste da sempre e la invita ad affiancarlo in quel percorso che assomiglia | tanto alla immobilità: il viaggio dovrebbe farsi meditazione?
Nella terza sezione "Sul monte delle fiorine" il mistero si infittisce: Ritorno allo zero | alla "O" irragiungibile.

Come tutte le scritture che affiorano dalle profondità dell'essere, nonostante qualche minima caduta di tono qua e là il testo di Bigon - di cui le belle classicheggianti illustrazioni di Alberto Bolzonella sottolineano la visionarietà - emana un fascino che nessun commento critico può rendere.

BIGON Luigina

Genere: Poesia

€ 9,30 attualmete non disponibile

Padova 2001, pp. 92


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