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Attraverso il Cilento
il viaggio di C.T. Ramage nel 1828

“Attraverso il Cilento da Paestum a Policastro nel 1928 – Edizioni dell’Ippogrifo: lo racconta lo scozzese Craufurd Tait Ramage, ministro della chiesa e cultore delle lettere classiche, trasferitosi in seguito a Napoli come precettore dei figli del console inglese. In questo accuratissimo diario, risultato dei suoi appunti di viaggio, Ramage narra dei luoghi percorsi perlopiù a piedi, nell’arco di circa due mesi e mezzo, portando con sé il minimo indispensabile come bagaglio.

In realtà questo libro è molto di più di un diario rivolto ad amico immaginario al quale racconta dei luoghi che attraversa: il Cilento, la Calabria e la Basilicata per fare poi ritorno a Napoli imbarcandosi a Taranto.

In una cornice suggestiva quale è l’ampio cortile del Centro Costa, in Via Azzo Gadino a Bologna, viene presentato oggi, mercoledì 10 giugno 2015, questo libro imperdibile: introduzione, traduzione e note di Raffaele Riccio e postfazione di Roberto Ritondale.

da sx. Raffaele Riccio e Rossella Rusi.
da sx Fosca Andraghetti, Graziano Ferrari, Raffaele Riccio

Un pomeriggio avanzato dove la calura del giorno è mitigata dalla brezza che muove le fronde degli alberi sotto i quali sono stati allestiti gli spazi per due manifestazioni in sequenza e dove alcuni ragazzi stanno provando i loro strumenti musicali.

La rassegna “Dialogando con scrittori e poeti alla ribalta” è arrivata alla conclusione del primo ciclo di presentazioni; Graziano Ferrari, Direttore artistico del CostArena, esprime la sua soddisfazione per l’interesse che, passo dopo passo, ha catturato questa nuova iniziativa che va ad aggiungersi ad altre altrettanto interessanti. Si è scelto di proporre autori che hanno scritto buoni libri che, per una serie di motivazioni, non sono molto noti; nel corso di questa rassegna hanno dialogato delle loro opere e delle loro aspirazioni con Fosca Andraghetti e Raffaele Riccio; in ogni incontro un’attrice di TenTeatro del Centro, in prevalenza Rossella Rusi, ha letto alcune pagine di ogni libro presentato valorizzandone maggiormente il contenuto.

E questa sera sono di nuovo in scena Raffaele Riccio che racconta di questo viaggio, delle magnificenze del Cilento, degli uomini e donne che Ramage ha incontrato, dei sentieri che conducono alle testimonianze che greci e romani hanno lasciato al loro passaggio. Sua interlocutrice è Fosca Andraghetti, curiosa e divertita per l’ironia permeante nel vari incontri che vedono di volta in volta questo eccentrico e giovane viaggiatore, al tempo aveva 25 anni, alle prese con i briganti, con la scoperta dei sentieri e dei resti archeologici, con i signorotti o con la gente dei paesi visitati curiosa di conoscere questo straniero dallo strano abbigliamento. Ramage lo racconta così: “Credo di averti descritto il mio equipaggiamento: indosso una finanziera di lana merino bianca, fornita di capacissime tasche nelle quali ho infilato le mie carte geografiche ed i taccuini per gli appunti; dei pantaloni di tela anchina, un cappello di paglia a larghe falde, scarpe bianche e porto con me un ombrello, oggetto d’incalcolabile valore per proteggermi dall’inclemenza dei raggi solari, la cui ferocia aumenterà man mano che procederò verso sud…”

Rossella Rusi.
da sx.: Fosca Andraghetti, Raffaele Riccio mentre firma le copie del libro, Rossella Rusi e Graziano Ferrari.

La profonda conoscenza degli aspetti antropologici e storici riguardo al tempo in cui Ramage ha percorso questi sentieri, spesso malamente indicati sulle sue carte, ha consentito a Raffaele Riccio di coinvolgere il pubblico instaurando così una sorta di dialogo corale in un intreccio continuo di domande.

La lettura ad altra voce è un elemento importante per la valorizzare un libro in occasione della sua presentazione e Rossella Rusi, in questo senso, è riuscita a trasmettere tutte le emozioni, le ironie, la gioia delle scoperte e il disappunto per gli imprevisti che C. T. Ramage ha incontrato nel suo viaggio.

E si è parlato molto anche degli aspetti del mondo antico, di quelle tracce che il giovane viaggiatore andava cercando: una ricerca storico etnografica ma anche riguardante le sopravvivenze linguistiche.

Vedute della sala con il pubblico presente.

Un incontro che ha portato ad una importante conoscenza, del presente e del passato, anche nei riti e nelle incombenze quotidiane; in questa ottica sono stati citati alcuni episodi come l’incontro con i briganti, a dir poco esilarante per le reazione dell’uno e degli altri:

“Mentre avanzavo distratto, m’imbattei improvvisamente in un gruppo di uomini sdraiati per terra. Erano armati di tutto punto e temetti di essere caduto nella tana del leone. Loro furono altrettanto sorpresi nel vedermi e balzarono tutti in piedi in meno di un attimo…. Non esitai neppure un momento, salutandoli proseguii il mio cammino nonostante mi aspettassi di udire, da un attimo all’altro, un ordine perentorio di fermarmi; da parte loro non fu pronunciata una sillaba e neppure mi fu reso il saluto…”

Ramage ha prestato attenzione a tutto ciò che ha incontrato nel suo cammino, dagli intricati aspetti politici a quelli paesaggisti che descrive spesso con una vena poetica. Un uomo curioso di conoscere e di capire questo paese e la sua gente di cui apprezza, fra le altre cosa, l’accoglienza e l’ospitalità. Raffaele Riccio con la sua traduzione, gli ha reso omaggio interpretandone lo spirito e cogliendo i vari lati emotivi del suo racconto.

Fosca Andraghetti ha colto, fra i tanti, altri due aspetti: l’incontro con la fatica contadina al termine del lavoro “Dietro un gruppo di contadini, venivano due buoi, uno dei quali trascinava un aratro capovolto e questo mi fece tornare in mente un verso di Virgilio (Ecl. II, 66): Aratra jugo referunt suspensa Juvenci” seguito da una citazione di Virgilio.

Raffaele Riccio in mezzo al pubblico.
da sx. Fosca Andraghetti, Raffaele Riccio e Rossella Rusi.

E la visita ad un sepolcreto, con iscrizioni in greco o in latino sulle lapidi, brevi ma piene di pathos: “Laggus, figlio mio, riposa in pace: tua madre ti supplica di portarla con te. Addio”

Molti sono i riferimenti ai cibi e Ramage non trascura di trascrivere, nei suoi preziosi taccuini, alcune ricette e non tralascia nemmeno quella del vivere bene indirizzata dalla Scuola medica di Salerno al re degli Angli.

Capita di frequente che il dialogo tra l’autore e il pubblico continui anche in presenza del buffet; in questo caso non si è praticamente interrotto e Raffaele Riccio è stato circondato da persone che continuavano a porre domande, ad esprimere curiosità che non sono cessate nemmeno alla firma delle copie del libro.

Però il buffet non è stato trascurato, anche perché ricco e saporito, frutto della cultura alimentare del Cilento che Raffaele Riccio ha fatto apprezzare attraverso il libro e forte delle sue radici che appartengono a questa terra.

Il libro con lo sfondo di una carta geografica del territorio oggetto del libro.
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