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Incontro con l'autore
Alessandra Sarchi

È sempre una sorpresa gradita, per gli appartenenti al “Gruppo di lettura Primo Levi” entrare nella Sala Conferenze della Associazione, per un Incontro con l’autore, e trovarla al completo. Gradita sorpresa perché la condivisione di letture diventa risultato di consensi, conoscenza del pensiero altrui e continua ad essere un significativo valore aggiunto.

E questa gradita presenza di pubblico c’è stata anche sabato 7 novembre 2015, presso l’Università Primo Levi in Via Azzo Gardino in occasione della presentazione di Violazione di Alessandra Sarchi (Einaudi 2012), un’autrice disponibile al dialogo, pacata e costruttiva nelle sue risposte, ospite di questo gruppo di lettura piuttosto noto negli ambienti culturali bolognesi per la particolare attenzione che mette nell’analisi di ogni testo proposto dai componenti il gruppo. Il risultato è il prodotto di pareri diversi, frutto di approcci e altri punti di vista, che consentono poi di predisporre una incontro costruttivo e coinvolgente con l’autore.

Il pubblico in sala.

L’incontro odierno è iniziato con i saluti del Direttore Tecnico Scientifico Guido Armellini e della Presidente Paola De Donato che citano questo gruppo come il fiore all’occhiello della Associazione a partire dalla sua origine su un progetto di Fosca Andraghetti, e in seguito con il brillante e generoso passaggio di testimone nella persona di Adelaide Grella.

“Violazione” è stato proposto da Anna Rocca che ha condotto l’incontro assieme ad Adelaide Grella e a Mirta Ferrarini.

Guido Armellini, direttore Tecnico Scientifico Università Primo Levi.

Paola De Donato Presidente Università Primo Levi.

L’autrice vanta un curriculum importante legato alle sue esperienze professionali e alla sua attività di scrittrice: un esordio con una raccolta di racconti seguito poi da “Violazione” che ha vinto il “Premio Volponi opera prima”, e da “L’amore normale” edito dalla medesima casa editrice nel 2014 e vincitore del “Premio Internazionale Scrivere per amore”.

da sx. Anna Rocca, Paola Poggi.

Due romanzi importanti sui quali il “Gruppo di Lettura Primo Levi” si è confrontato scegliendo poi di coinvolgere il pubblico con “Violazione” le cui tematiche, in un certo qual modo, fanno parte del nostro quotidiano: sono infatti oggetto frequente di pubblici dibattiti e articoli su quotidiani e settimanali.

Adelaide Grella e Alessandra Sarchi.

Alessandra Sarchi.

Maria Grazia Gagliardi.

“Un romanzo di denuncia rispetto alla società attuale – lo definisce Anna Rocca – e di critica abbastanza forte.” Importanti sono le tematiche che Alessandra Sarchi tratta in questo libro: corruzione politica, malversazioni, violazioni delle leggi, immigrazione in tutte le sue sfaccettature; di fronte a tutto questo c’è l’incontro con l’uomo comune con la sua necessità, più o meno evidenti, di sentirsi assolto di fronte alle scelte, che è spinto a fare nella vita, anche se contrarie ai principi etici sempre dichiarati. Questo per usufruire dei vantaggi che altrimenti non avrebbe, di una tranquillità di vita che non sarebbe tale se fosse rigoroso il rispetto delle regole e della giustizia, rispetto tra l’altro sempre dichiarato e sostenuto.

C’è anche l’aspetto ecologico, altro tema con due facce per i protagonisti della vicenda che, sempre ognuno a modo proprio, glissano o si girano dall’altra parte o in qualche modo si autogiustificano.

da sx. Mirta Ferrarini, Adelaide Grella, Alessandra Sarchi.

La vicenda si svolge a Bologna e dintorni: Alberto e Linda Donelli, laureati e medio borghesi, definibili politicamente corretti, decidono di allontanarsi dalla città per andare a vivere in un luogo ricco di verde. Trovano l’occasione in un rustico adatto alle loro esigenze, inserito nella proprietà dei coniugi Draghi, lui un imprenditore risultato in seguito senza scrupoli e lei amministratrice dei beni accumulati dal marito. Entrambe le coppie hanno due figli. Non occorre molto ad Alberto per rendersi conto, per esperienza professionale, degli abusi “inclusi” nella proprietà di loro interesse. Particolare è la figura del giovane rumeno Ion, clandestino, colto e rispettoso delle regole, che si scontra pesantemente con l’imprenditore. Nessuno vede o vuole vedere; sembra quasi un motivo ricorrente nelle varie circostanze che si presentano, sia che si tratti di affari o di vite umane, ma tutto è narrato con una precisione chirurgica, senza intoppi o sbavature. Una narrazione che costringe, senza però imporsi, a guardare, a porsi delle domande, a chiedersi cosa fare in situazioni simili: denunciare o tacere?

Alle domande di Anna Rocca su come è nato questo libro, l’autrice risponde di averlo ambientato a Bologna, la città dove vive; le realtà di cui parla le ha conosciute proprio cercando casa nel verde della periferia e scambiando opinioni con amici e conoscenti. Ha scoperto così, spiacevolmente, l’esistenza sul territorio di molteplici soprusi, malversazioni, immigrati illegali e altre violazioni delle regole di cui in genere non si sa molto perché è un aspetto considerato più una caratteristica del sud. Ma non è così!

Un libro frutto di una documentazione attenta con storie raccontate con equilibrio. Una sorta di occhio esterno che ha portato in superficie verità scomode sia da un punto di vista politico, amministrativo e anche umano. Ricco di anticipazioni, questo libro – come osserva sempre Anna Rocca – può dare l’idea di un thriller; situazioni in realtà nate per caso che l’autrice ha usato come indizi nelle diverse situazioni venutesi a creare.

da sx. Anna Rocca e Paola Poggi.

A Mirta Ferrarini interessa il lato etico insito negli aspetti personali e sociali, ma anche politici e della famiglia. Già le figure di alcuni dei personaggi, come quella di Primo Draghi, ex contadino prima e imprenditore poi, assolutamente privo di rettitudine etica e morale con la pretesa di fare credere che tale non è, oppure la figura di Linda Donelli con la sua immagine di perfezione e attenzione alle normative, ma pronta poi ad autogiustificarsi quando si tratta della “sua casa” nel verde minimizzando i vari abusi e il mancato rispetto delle leggi. E questo nonostante le mansioni del marito, dipendente dell’ufficio Ambiente della Regione, siano proprio quelle di smascherare le irregolarità dei vari progetti che deve visionare per dare o meno l’approvazione al proseguimento. Ma nel bene e nel male, si sa, non c’è mai una linea netta di divisione.

Immagini non sempre gradevoli, ma il fatto di provare o meno empatia verso i vari attori e protagonisti – sottolinea Alessandra Sarchi – è una prerogativa del “lettore” che, recependoli, dimostra che sono figure ben costruite e bel collocate nelle realtà descritte nel libro.

Domanda interessante, quella di Paola Poggi, sul sentirsi o meno innocenti di fronte ai mali del nostro tempo riportati in letteratura e su quanto la stessa possa cambiare la “percezione del mondo e di se stessi”; la risposta della Sarchi è che il lettore può riconoscersi in questi personaggi, trarne un senso assolutorio e/o consolatorio ma, a suo avviso, non è compito della letteratura fare opera di denuncia”.

Altrettanto interessante è l’osservazione di Adelaide Grella sul tema della violazione ambientale qui così ben esposto attraverso le azioni e il comportamento di Primo Draghi.

Anna Rocca osserva poi che sono i giovani, i figli delle due coppie e l’immigrato Ion, gli unici ad essere “innocenti”, coloro che puntano il dito contro chi viola le leggi anche a loro scapito. E sono anche gli unici a sperare in un mondo, in un futuro migliore.

da sx. Adelaide Grella, Alessandra Sarchi, Fosca Andraghetti.

Un incontro fitto di domande e di risposte, di attenzioni profonde sia per le tematiche trattate che per i riferimenti ad altri autori che hanno scritto su queste tematiche. Attenzioni rivolte anche ai personaggi cosiddetti minori del libro, come osserva Maria Grazia Gagliardi. E attenzione anche da parte del pubblico con qualche intervento e altri coinvolgimenti riguardanti l’ecologia e le modalità dei vari protagonisti di interagire con gli altri di fronte alle “violazioni” piccole o grandi che siano.

Molto dibattuto è l’aspetto etico avvertito in varie circostanze relative all’ambiente, alla famiglia e altro. Ogni argomento incluso nel romanzo ha una componente etica, di diversa misura a seconda delle situazioni, ma anche della persona in quel momento protagonista che deve decidere in quale “direzione” andare. Questo succede nel quotidiano, magari a livello istintivo o inconscio o perché, a conti fatti, spesso ci si adegua autoassolvendosi in qualche modo se il protagonista ha la percezione di avere “violato” le regole.

Di sicuro questo libro tratta tematiche che portano il lettore, se vuole, a riflettere sul mondo che lo circonda, sulle realtà con le quali in qualche modo deve convivere e decidere come affrontarle.

Un incontro ricco di una vivacità curiosa di sapere e di capire, ma anche di pensare al proprio possibile comportamento nel caso ci si trovasse ad essere protagonisti di ciò che, in letteratura, ci infastidisce se non addirittura ci scandalizza.

sa sx. Alessandra Sarchi e Anna Rocca.

Molto interessanti i brani scelti per la lettura, effettuata dall’autrice, perché hanno dato maggiore efficacia alle tematiche che si voleva mettere in evidenza.

Un bellissimo pomeriggio con una autrice che ha apprezzato la profonda attenzione dedicata a questo libro, “Violazione”, e al romanzo da lei scritto successivamente, “L’amore normale”.

A conclusione del’incontro, un simpatico buffet con ancora qualche domanda da porre ad Alessandra Sarchi alla quale è andato un caloroso grazie da parte di Adelaide Grella anche a nome del gruppo.

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