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Incontro con
Antonella Cosentino
alla Lunetta Gamberini di Bologna

Servizio fotografico di Sergio Ducci.

Un libro, “Come un ramo sull’acquadi Antonella Cosentino che, giovedì 25 ottobre 2018 presso la Biblioteca Lunetta Gamberini di Bologna, ha destato un’attenzione curiosa espressa in massa all’autrice da chi è venuto ad ascoltarla.

Un luogo dove le attività culturali sono in continua espansione come dice Mara Condori, responsabile della biblioteca, nel suo saluto al pubblico. Infatti, in un contesto tutto a base volontaria è in atto un progetto di crescita molto importante che, tramite l’associazione “Fortemente”, ha permesso di allacciare collaborazioni con altre associazioni culturali rivolte alla città, in particolare alle scuole e agli anziani. Quelli che oggi salutano con calore Antonella Cosentino le fanno sapere che il libro l’hanno letto e che il ventennio fascista a Bologna, raccontato dall’autrice nel libro, lo hanno vissuto sulla propria pelle.

da sx: Maria Grazia Bonetti, Fosca Andraghetti, Antonella Cosentino.

Mara Condori

Antonella Cosentino, docente di italiano e latino al Liceo Giordano Bruno di Budrio; ha ambientato in Calabria, sua terra di origine, il suo primo romanzo, “Dalla mia finestra si vedeva il mare – Vertigo 2013”, è appassionata di teatro ed ha al suo attivo diverse opere teatrali.

Come un ramo sull’acqua” (Bononia University Press 2016) racconta tutt’altra storia; tratta infatti del ventennio fascista a Bologna visto attraverso le parole di quella che era la buona borghesia del tempo fatta di commercianti, uomini d’affari e notabili che nel regime credevano fortemente o in qualche maniera riuscivano a restarne ai margini. Ma anche di chi questo regime lo contestava. Si parla della famiglia, delle donne comprese quelle di servizio a loro volta protagoniste nei loro piccoli ma importanti ruoli. E si parla di bambini come Marta – illustra Fosca Andraghetti in una breve sintesi – che nella casa dei signori Guidetti, ricchi commercianti, era andata a servizio all’età di cinque anni. Intrecci di famiglie, storie che si fondono e si dividono, uomini e donne che crescono in un clima sempre più complesso, difficile. Che spaventa e ancora non sanno come andrà a finire.

da sx: Maria Grazia Bonetti, Fosca Andraghetti, Antonella Cosentino, Marcello Camilli.
Il pubblico in sala.

Gli anni passano e Marta cresce; si innamora, ricambiata, del figlio maschio dei Guidetti.

“Tra Marta e Gianpiero divampa un amore forte e segreto. Lui, però, che è passato a concrete azioni di opposizione al regime, scompare all'improvviso. Marta, che si accorge di essere incinta, non rivelerà mai a nessuno la vera identità della sua piccola Laura. Ci vorranno otto anni perché il mistero della scomparsa di Gianpiero venga alla luce; nel frattempo la vita dei Guidetti subirà radicali cambiamenti e si intreccerà a quella di molti altri personaggi.”

Una trama affascinante, inserita in una storia molto più ampia, quella di una città sì, ma anche di un popolo, di una nazione e di una politica assassina che nessuno, o pochi, sembrano vedere. Realtà che Maria Grazia Bonetti esplicita con chiarezza nel suo intervento, un excursus storico che consente di inquadrare appieno il periodo in cui sono inserite le pagine di Antonella. Anni in cui a Bologna furono anche realizzate diverse e importanti opere pubbliche come lo Stadio e palazzi non proprio belli; una città commercialmente e culturalmente avanzata, con qualche casa editrice, ad esempio Longanesi, in contrasto con la politica del regime che emergeva con vignette e opere di artisti del calibro di Giorgio Morandi, Vincenzo Cardarelli e altri. Ci furono anche uomini di scienza, come Bartolo Nigrisoli, che rifiutarono il giuramento di fedeltà al regime fascista, ci fu la guerra in Etiopia e le sanzioni, l’oro delle fedi nuziali, le leggi razziali… Una documentazione accurata che Maria Grazia Bonetti ha acquisito attraverso gli archivi della Biblioteca Comunale dell’Archiginansio di Bologna.

Antonella Cosentino e Marcello Camilli.

Antonella Cosentino

E’ un intervento ad ampio respiro che mostra le tante sfaccettature insite nella politica del tempo, nei conseguenti comportamenti della gente come condivisione o come dissenso più o meno aperto che, nel libro di Antonella Cosentino emerge in particolare dai dialoghi tra Erminio Guidetti, i suoi amici e i parenti.

Antonella sembra conoscere molto bene l’animo dei bolognesi: il loro pensiero politico, il gioco delle ironie tra marito e moglie, il rapporto tra padroni e servitù che, nei Guidetti è quello di una grande famiglia.

La curiosità di Marcello Camilli riguarda proprio il perfetto calarsi dell’autrice, lei calabrese di origine, in ognuno dei suoi personaggi cogliendone le caratteristiche tipiche di Bologna, sua città di adozione. Ne esce una storia di affetto, calore e… predizione! Già, perché le persone che accoglie lei, giovane studentessa universitaria, le predice un futuro di scrittrice, l’aiuta in ogni sua necessità e fa nascere il suo amore per Bologna. Un po’ come certi personaggi del suo libro che assumono alcune caratteristiche di persone realmente conosciute.

Un conversare, questo piacevolissimo incontro, che rivela nell’autrice una sorta di conflitto interiore tra l’amore verso la sua terra di origine e il luogo dove vive, dove c’è la famiglia che ha costruito.

da sx: Maria Grazia Bonetti, Fosca Andraghetti, Marcello Camilli, Mara Condori e Antonella Cosentino.

Le domande seguono numerose, a quella dei tre relatori si aggiungono quelle del pubblico e il dialogo prosegue con il raccontare dell’autrice di come ha scoperto i paesi che circondano questa città, degli spunti narrativi che ha inserito nel libro, delle scene di vita rappresentate come a teatro… dello schiaffo che ha Arturo Toscanini come protagonista … dello Stadio di Bologna…

Le letture, un’interpretazione dei testi a cura di Mara Condori e Marcello Camilli, rafforzano la profondità della storia e dell’epoca raccontata in questo libro e, a fine incontro, le conversazioni proseguono, si incrociano tra un biscotto e l’altro del buffet. I personaggi raccontati da Antonella, che siano la cuoca Carolina, la governante Imelde, il condomino salvatore di Marta, la piccola Luisa o le figlie dei Guidetti così diverse l’una dall’altra, sembrano aleggiare nella sala assieme all’amore grande di Marta e Gianpiero con la enne che fa tanto fine come afferma sua madre Aurelia.

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