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La Biblioteca “Lunetta Gamberini”
ospita Maurizio Garuti

Con Maurizio Garuti, proseguono gli incontri, presso il Centro Sociale Ricreativo Culturale Lunetta Gamberini di Bologna, previsti dal progetto “Lettura ad alta voce”. Due sono i libri in programma oggi 19 febbraio 2019: Fuoco e Neve e Due giorni e una notte nella grande guerra. Come negli incontri precedenti, anche oggi è elevata la presenza di “Forte…mente”, un gruppo che, come ricorda la responsabile della biblioteca Mara Condori, si incontra un paio di volte alla settimana per svolgere attività di gruppo come lettura ad alta voce, allenamento mentale, conversazioni in amicizia e altro. Un modo per consentire agli anziani di uscire di casa certi di incontrare in uno spazio, a dire il vero un po’ speciale, accoglienza, amicizia e conoscenza. Una piccola e grande famiglia con qualche “Apericena” che consente di unire la cultura letteraria a quella… dell’alimentazione

In questa atmosfera conviviale, Fosca Andraghetti presenta Maurizio Garuti, autore di San Giovanni in Persicento (Bologna), narratore e autore teatrale. La sua scrittura spazia dalla narrativa al teatro, dalla satira del linguaggio quotidiano alla memoria orale. Mescola comica e satira, inventa storie, prende spunto dalla realtà per raccontare storie comuni e il contesto in cui sono inserito, in un romanzo. Alcuni suoi lavori sono ambientati nella sua terra: l’Emilia. Diverse sono le riproduzioni o produzioni teatrali dei suoi libri interpretate da Ivano Marescotti, Daniela Poggi, Vito, Marinella Manicardi.

da sx Mara Condori, Fosca Andraghetti, Maurizio Garuti, Maria Grazia Bonetti.
da sx Mara Condori, Fosca Andraghetti, Maurizio Garuti, Maria Grazia Bonetti, Marcello Camilli.

In Fuoco e neve c’è la storia di Eda Bussolari da lui raccolta, successivamente rielaborata e raccontata con grande delicatezza e partecipazione. È ambientata nella pianura bolognese, Borgata Forcelli e dintorni, nel periodo compreso fra le due guerre. Questo piccolo borgo di campagna ora non esiste più, trasformato in una golena per arginare le calamità prodotte dalle inondazioni del fiume Samoggia. Come in una lunga sequenza fotografica, conosciamo Eda bambina e poi giovane donna, conosciamo i due fratelli gemelli, Antonio e Armando, identici come due gocce d'acqua. Una esistenza intrecciata e condivisa fin nei sogni e nei sentimenti profondi. Giovani donne e uomini che scelgono di battersi contro l’occupazione nazifascista. Un amore, una tragedia, un rimorso. Un lungo e appassionante racconto.

Non meno coinvolgente è l’altra storia narrata in Due giorni e una notte nella grande guerra.

Maria Grazia Bonetti.

Marcello Camilli.

Ne propone una sintesi Maria Grazia Bonetti: “1915. L’Italia entra nella Grande Guerra. C’è una mobilitazione generale e anche Giuseppe, un contadino emiliano di quarant’anni con moglie e tre figli, viene richiamato alle armi e spedito in trincea. Il giorno che precede il suo arrivo, la sua compagnia si è resa colpevole di un “atto di codardia”: i fanti, usciti per l’ennesimo assalto, hanno voltato le spalle al nemico e sono rientrati nei rifugi, approfittando del fatto che gli austriaci avevano eliminato il plotone dei carabinieri incaricati di sparare su chi ripiegava. Le ore trascorreranno nell’incubo di una punizione spietata. E Giuseppe si troverà gettato nella roulette di un sorteggio dove sarà in gioco la vita o la morte.” Molto significativo e pieno di pathos è il brano che legge perché riguarda l’aspetto sociale e umano di giovani uomini che non sanno scrivere e parlano solo il dialetto delle loro terre. È necessario comunicare con le loro famiglie, occorre qualcuno che scriva le lettere per loro. In questa storia è Giuseppe, l’ultimo arrivato e quarta elementare, che scrive alle famiglie ciò che i suoi commilitoni gli dettano. Solo la lettera indirizzata alla sua famiglia non partirà. Colpisce la storia di questo soldato, lo strazio di una decimazione, uomini mandati alla fucilazione punitiva tramite un sorteggio di piastrine. Così per Giuseppe, appena arrivato, ci sono solo due giorni e una notte.

Fosca Andraghetti e Maurizio Garuti.

L’accento sull’aspetto ambientale lo pone Marcello Camilli e riguarda le realtà di piccoli paesi come la Borgata Forcelli dove vivono scarsi gruppi di famiglie, dove ci sono poche e povere case con una chiesa e un campanile, una osteria buia e fumosa, una botteguccia con di tutto un po’ e per il resto ci si affida ad una persona che “si reca” nel paese vicino e più fornito per “fare la spesa per tutti”.

Personaggi, ambienti, spunti narrativi. Maurizio Garuti è avvincente nel suo raccontare il dove, il quando, il perché, il come. Nel suo colloquio con Eda: compaiono i due fratelli, gemelli monozigoti in perenne simbiosi, l’impresa partigiana fallita. Dolori, rimorsi, perdita.

Sono tante le emozioni che entrambe le storie suscitano, letture che arrivano al cuore di chi è venuto ad ascoltare questo autore che, con le sue risposte accurate ed esaurienti, soddisfa ogni curiosità.

Altrettanto attenzione merita la lettura, da parte di Maria Grazia Bonetti, di un brano tratto da “Due giorni e una notte nella grande guerra”, una storia portata in teatro con la partecipazione di Ivano Marescotti.

Dopo tante emozioni, qualche risata Maurizio Garuti la regala con letture tratte da “Convesazioni in lingua neolatrina” dove i tic e le mode che infestano il linguaggio quotidiano vengono raccontati dal vivo, anzi parlati, quasi recitati.

Parte del pubblico presente in sala.

L’incontro sta volgendo al termine, Marcello Camilli chiede a questo straordinario autore quale sarà l’argomento del suo prossimo libro. Risponde: “Il segreto della cavallina storna” e uscirà a breve; è una storia documentata che fornisce una diversa versione, da quella nota, riguardo alla tragedia raccontata da Giovanni Pascoli nelle sua bellissima poesia la cavallina storna.

Il pomeriggio alla Lunetta Gamberini finisce qui, davanti ad un buffet e al pubblico che ancora conversa con Garuti.

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