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Fosca Soprani day,

quadrangolare di calcio giovanile
per ricordare due grandi tifosi
Fosca Soprani e Delvino Cabassa, suo marito

Circolo Ricreativo Novellarese.

Ci sono persone che lasciano una forte impronta affettiva nei cuori di chi ha avuto l’occasione di conoscerle e frequentarle; a ricordare Fosca Soprani c’era un intero paese: figli, amici, parenti, conoscenti e, soprattutto, c’erano i suoi ex scolari.

Un ricordo composto con una commozione trattenuta, ma fortemente presente nei volti delle persone intervenute; domenica pomeriggio, 17 marzo 2019, la comunità di Novellara era al Circolo Ricreartivo Novellarese per ascoltare la storia della sua vita raccontata attraverso i suoi racconti e le sue poesie. Frammenti, episodi, ricordi contenuti in un testo recitato da alcuni che l’hanno conosciuta bene, l’hanno amata, si sono seduti sui banchi di scuola che sono venuti oggi qui, per rivivere la loro maestra tutta speciale che ha insegnato loro la conoscenza, ma anche la donna che ha collaborato con tanta passione alla realizzazione di molteplici iniziative proposte e riproposte per la gioia, la conoscenza e il divertimento di tutti. Fosca Soprani, una vita da mediana, con il marito Delvino Cabassa fedelissima tifosa delle partite della squadra Novellara Sportiva!

Rossella Eunini.

La bicicletta Graziella di Fosca Soprani.

Un lungo recitativo iniziato con un filmato: immagini dei luoghi che l’hanno vista bambina, giovane donna, moglie e madre… Una persona che ha avuto un nonno per amico e l’ha aiutata a realizzare il suo sogno: quello di studiare prima e trasmettere poi il suo sapere a tanti alunni, alcuni sul palcoscenico a ricordarla con le sue parole ritrovate canzoni che ha amato, il suono di una chitarra, le immagini dove rivivono i paesi, i luoghi che hanno ricevuto i suoi passi, il suo essere schiva e nello stesso tempo attiva in tante manifestazioni.

Il gruppo de lettori.

Fabio Bidinelli, il nipote Filippo Bellesia, Teresa Rossini.

Letto da: Sabrina Copelli:

Nell’abside della parrocchiale settecentesca
un affresco grandioso raffigura il Redentore che invita a sé
schiere di fanciulli…
il rosso della sua tunica infiamma l’intera volta….

Il nonno sosteneva che quel Cristo era socialista come lui
ragazzo dell’ 89
s’accendeva la fantasia della nipote senza poter capire.

Vedute parziali del pubblico.

Un immenso casale avvolto nella nebbia, un treno che da San Bernardino la portava a Novellara, in lontananza resti di nidi incuneati tra i rami ancora spogli. Il sottofondo musicale che ha reso ancora più suggestivi questi momenti.

Monica Guidetti, Teresa Rossini, Filippo Bellesia e Fabio Bidinelli.

Solitaria una bicicletta verde pisello, quella che appariva appoggiata ad un muro o nell’angolo di una piazza oggi è qui, sotto il palco con tante rose rosse che spuntano dal cestello, si adagiano sul manubrio, sembrano guardare lei, così se stessa nella fotografia gigante, le mani abbracciate alle ginocchia, il sorriso schivo, gli occhi socchiusi come chi guarda da lontano.

Paola Semeghini, Tiziana Menozzi e la nipote Veronica Spagni.

Tiziana Menozzi e Veronica Spagni.

La realizzazione di questo pomeriggio, di questo segnale di affettuoso calore la si deve al grande l’impegno di Rossella Eunini e di chi ha collaborato con lei: un gruppo di uomini e donne che sono riusciti a creare un’atmosfera magica e commovente. Un lungo affettuoso omaggio alla storia di una grande donna, alla sua vita intensa, instancabile e curiosa di imparare, di memorizzare nel suo computer tante storie, tante poesie, tanti pensieri…

Monica Guidetti, Marika Bedogni e Teresa Rossini.

Sabrina Copelli.

Fabio Bidinelli, artista molto noto e amato nel novellarese e oltre, ha accompagnato questo lungo racconto poetico, ha emozionato con le sue canzoni e la sua musica: Oltre le parole, Immaginerai, Polvere, Ormai sei qui, Dimmi, Lasciami andare e altre, con la voce di Sabrina Copelli, di Francesco De Gregori, di Mia Martini

Il gruppo dei lettori e le rose rosse.
da sx: Monica Guidetti, Teresa Rossini, Marika Bedogni, Paola Semeghini.

L’impeccabile regia di Rossella Eunini, sempre contagiosa con il suo entusiasmo e la voglia di fare, l’altrettanto impeccabile recitazione, nonostante un filo appena di commozione trattenuta, di Monica Guidetti, Teresa Rossini, Marika Bedogni, Paola Semeghini, Tiziana Menozzi, la nipote Veronica Spagni, Sabrina Copelli, il nipote Filippo Bellesia, il cantante Fabio Bidinelli e di Rossella Eunini stessa, che sul palco si sono alternati insieme o a gruppi, ha contribuito se ancora ci fosse bisogno di dirlo a rendere indimenticabile per tutti questo pomeriggio.

Nei ricordi della nipote Veronica Spagni:

Nei miei ricordi nonna.. appari sempre intenta a dipanare matasse.., avvolgere fili,
creare piccoli capolavori con archetti di catenelle, pippiolini, ventaglietti e trafori.
Da te ho imparato la grammatica di questa antica arte dell’uncinetto.

Nei rari momenti di tempo libero, anch’io realizzo qualche pizzo…
qualche centrino...., un bordo per gli asciugamani...,
Oppure progetto pranzi e cene per l’intera settimana…,
oppure sono triste perché mi sento sola.

Sì, quella solitudine femminile che é di tutti i tempi e di tutte le età.

Che dire ancora? Si può raccontare una vita intera in solo due ore? Forse no, ma la selezione accurata che è stata fatto dei racconti, delle poesie, degli appunti e dei pensieri sparsi di questa donna, da “una vita da mediana” come recita la locandina, ha reso con incisività ciò che è stata, ciò che ha lasciato, ciò che ha trasmesso.

In fondo al viale m’attende / la folla silenziosa / che ha superato il confine. // Mi portano le ruote lentamente, / ma il cuore vorrebbe volare, / in questa primavera che illumina / e col tepore riscalda / tombe e ricordi. //Tutto s ‘infiora e profuma:/ i mazzi recisi, le chiome dei tigli, /il tenero verde dei prati. / E il passo deciso mi porta / a questi muti compagni /ridotti a pensieri. // Conoscenti, amici, parenti/ che a tratti con me han camminato / ed ora m’aspettan pazienti.

Fosca Soprani

Fabio Bidinelli.

Sergio Ducci (servizio fotografico) e Fosca Andraghetti.

Socchiudere un poco gli occhi, ascoltare la musica di Fabio, le voci non sempre ferme di chi oggi la ricordata da un palco rivolto alla città di Novellara, vuol dire anche vedere la sua campagna, i fiori di lillà e, dopo, quello dei frutteti, ma anche i lavori all’uncinetto, le sua parole che aleggiano… E vedere lei, sotto il portico del castello, mentre collabora alla preparazione di piccoli gadget, contenta di accoglierti per quella occasione, contenta di essere presente tra persone che da lei hanno ricevuto una grande ricchezza e, certamente, ne faranno tesoro. Lei, come dice qualcuno di loro, è stata anche una seconda mamma!

Ricordo la stanza con il camino dove si faceva il bagno con il mastello nella casa vicino alla stazione e che da voi le maestre giunte da altri paesi lasciavano la bici…

Ricordo quel mazzo di fiori che nel pieno dei tuoi ventun anni decise che ti saresti sposata col ragazzo della porta accanto, in un giorno di neve come la notte in cui se n’è andato… (da “A conclusione del corso per scrivere un’autobiografia”)

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