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Sorridere un poco con
“Volevo scrivere” e “Un padre in prestito”

I rami degli alberi si incurvano gemendo alla forza del vento e sembravano usciti da un sogno di Mirka, la protagonista di Un padre in prestito – Ed. del Leone”.

Non era una di quelle giornate in cui al parco ci si va volentieri ma giovedì, 4 aprile 2019, era necessario attraversarlo per raggiungere i locali della Biblioteca Lunetta Gamberini dove il gruppo “ForteMente”, e altri ospiti, attendevano l’autrice, Fosca Andraghetti, per conversare e leggere pagine di due suoi libri. Oltre a quello già citato, infatti, l’incontro prevedeva un dialogo attraverso la lettura di alcuni brani tratti dai testi pubblicati in Volevo scrivere – Carta e Penna edizioni”. Un inizio piacevolissimo con l’accoglienza di Mara Condori e Marcello Camilli, responsabili, ideatori e promotori assieme a Maria Grazia Bonetti di numerose iniziative, diventate un fiore all’occhiello di questa struttura grazie al loro impegno e alla grande professionalità.

da sx: Maria Grazia Bonetti, Fosca Andraghetti, Marcello Camilli, Mara Condori.

Il pomeriggio ha inizio con Mara che ricorda le future iniziative del gruppo aperto a tutti coloro che desiderano apprendere qualcosa, fare amicizia con qualcuno, aiutare la ricettività della mente con letture e relativi commenti, incontrare scrittori, attori e altro ancora.

Mara Condori presenta l’autrice che racconta qualcosa di sé, del suo amore per la scrittura, del percorso non semplice per realizzare un suo sogno: scrivere.

La lettura di alcuni brani tratti da “Volevo scrivere – Carta e Penna”, una raccolta di racconti selezionata tra quelli scritti dal 1968 al 2009, si rivela interessante e divertente insieme e Fosca Andraghetti è ben felice di rispondere, commentare e rivelare come sono nati.

Fosca Andraghetti e Sergio Ducci.

Le lettrici si chiamano Giordana, Anna Maria, Cristina, Franca, Ivonna, Mirella, Rosy, Cleta, Elena; esprimono il loro parere, associano il contenuto del racconto ad analoghe esperienze del loro vissuto, si commuovono e si divertono quando l’autrice racconta che, essendo pressoché incapace di difendersi dalle cattiverie o sgarberie altrui, si prende la rivincita trasportando questi personaggi nelle sue storie per poi ridicolizzarli creando per loro sconfitte e altro!

È una sorta di salotto quello odierno e l’autrice, che riesce a rendere corposo anche un semplice sms a detta di chi la conosce bene, qui è inarrestabile nei suoi commenti divertiti e divertenti, intercalati da aneddoti dove quasi sempre alcune delle persone presenti tra il pubblico ci si ritrova. Un’ora che scorre veloce e termina con un lungo e caloroso applauso, una sorta di standing ovation commovente per l’autrice che, in occasioni come questa, dice di accorgersi della realizzazione di quel suo sogno legato alla scrittura e alla poesia, ma anche in incontri simili all’odierno per l’omaggio che le viene tributato.

E alla domanda di Marcello Camilli: “Cosa ne pensate dell’autrice?” la risposta è stata unanime: “È una persona positiva, obbiettiva e ottimista nonostante tutto!”

Mara Condori e una parte del pubblico.

Un gruppo di lettrici.

Non è da meno “Un padre in prestito”: è la storia di Mirka frutto di una relazione tra un maturo professore e una sua allieva, sparito poi nel nulla, che incontrerà in Giorgio colui che le farà da padre e in Margherita una sorella da aiutare nonostante il ripetuto e quasi stizzoso: “Io ti presto sempre mio padre”.

Le domande di Marcello Camilli, Mara Condori e Maria Grazia Bonetti si susseguono con altrettante puntuali risposte.

Daniela Bottoni dell'Associazione 8Cento.

Due lettrici.

Il romanzo tratta della famiglia, di realtà quotidiane che possono riguardare chiunque per quel detto e non detto, per quel taciuto, per non dispiacere a qualcuno della famiglia, per pudore, perché alla mamma non si racconta… Quanti segreti nascosti all’interno di un nucleo famigliare!

Un romanzo corale dove l’affettività è presente in ogni forma, in ogni relazione e in ogni personaggio anche se nella storia raccontata occupa un ruolo secondario ma comunque significativo.

Ancora una domanda sull’ambiente, sui luoghi esposti come immagini fotografiche in sequenza, sull’olmo che compare in più contesti nel testo e che in realtà è esistito nell’infanzia dell’autrice e che si specchiava nel rio a lato della sua casa. Lì c’erano i girini e poi le rane, con loro Fosca Andraghetti parlava, sognava e inventava storie, non si sentiva mai sola nella solitudine di una campagna dove le case erano così distanziate l’una dall’altra da non consentirle la compagnia di coetanei con cui giocare.

Il pubblico in sala.

L’incontro termina con ancora altri consensi altre domande da parte del pubblico, ricordi frammentati, curiosità da soddisfare davanti a un sempre gustoso buffet.

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