Servizi
Contatti

Eventi



Christian Rovatti racconta…

Comodo buco addio (Giraldi Editore), un titolo che fa pensare ad un rifugio lasciato quasi per costrizione, un bozzolo che non si può portare addosso in eterno. Il tempo passa, il bambino diventa uomo e, se non tutte, molte delle protezioni che accompagnano infanzia e adolescenza, si allentano e si trasformano. Il buco, la tana della famiglia che ci protegge, delle spensieratezze che accompagnano le prime fasi della vita scompaiono, o semplicemente perché si diventa adulti e si devono affrontare situazioni diverse, oppure perché qualcosa irrompe nel nostro quotidiano con violenza obbligandoci a vedere il mondo meno rosa se non addirittura con i colori grigio-neri.

Bologna: Sala Biblioteca CostArena.
Da sx: Rossella Rusi, Raffaele Riccio, Fosca Andraghetti, Christian Rovatti.

Questo verrebbe da pensare di primo acchito leggendo il titolo. Ma Christian Rovatti nel corso della presentazione del libro – a Bologna presso la Biblioteca Costarena in Via Azzo Gardino 38, mercoledì 19 novembre 2014 – fornisce una spiegazione diversa e abbastanza singolare che fa anche un po’ sorridere. Negli anni ’80, nel corso di un’intervista ad un gorilla femmina, educata a comunicare con il linguaggio dei segni, fu chiesto quale fosse per la sua specie il significato di morte e dove andavano quando morivano. La gorilla, rispondendo con i segni, rispose: comodo buco addio. Il comodo buco lo si può vedere come una delle fasi di trasformazione della vita: si nasce e si muore, si nasce e si muore…

Felice intuizione? Vera o no, il titolo non poteva rappresentare meglio la storia che Christian racconta e della quale parla, dopo una breve introduzione e sintesi di Fosca Andraghetti, con Simona Lolli.

Amici da tanti anni, parlano con leggerezza del primo e grande amore di Christian, quello dei diciotto anni. Un amore che si trova a camminare a senso unico. Ma c’è anche l’amore di una madre e quello immaginario di un padre, assente nella vita di questo giovane uomo, forse è tra il pubblico perché è vivo. No con c’è.

Salvifica per lui è la musica, che gli ha dato molto di più di tanti testi di filosofia; è la musica del suo tempo e anche quella che piace al compagno di sua madre.

Il Raffaele Riccio durante il suo intervento.
Dialogo tra Christian Rovatti e Simona Lolli

Ci sono tante cose in questo libro, una sorta di diario scritto di giorno in giorno nel 1994 e pubblicato nel 2014, lasciando intatta la freschezza e la libertà del linguaggio, ma anche naturali ingenuità tipiche di quegli anni.

Le letture di alcuni brani, a cura di Rossella Rusi di TenTeatro, accentuano l’empatia per il protagonista di questo libro con le sue lacrime, il rapporto conflittuale con il nuovo compagno della madre che non gli lesina rampogne e ricordi della sua gioventù e tanti abbracci. E il mondo del Liceo Fermi di Bologna aleggia con i suoi giovani, le loro speranze, le loro paure, il rivolgersi ai professori con un linguaggio irridente.

Christian parla soprattutto della sua musica anche come insegnante, di quante ore di studio dedica a questa sua passione, di cosa significhi per lui oggi.

Parla del suo mondo di oggi e di quello di ieri, quando il dolore più grande era la fine di un amore, parla di questo buco/riparo che ha lasciato quasi con dolcezza, parla della sua scuola e dei professori. Uno stato, un insieme di pulsioni emozioni che Raffaele Riccio, docente al liceo Fermi, conosce bene; soprattutto comprende i ragazzi e vede anche gli sbagli che possono fare coloro che stanno dall’altra parte della cattedra. Essere professore significa anche fare passare dei messaggi che siano di aiuto, di insegnamento e di stimolo per gli studenti. Significa entrare nel mondo dei ragazzi, capirne il linguaggio, slang compreso.

Da sx.: Christian Rovatti e Simona Lolli.
Rossella Rusi del TenTeatro.

L’incontro si conclude parlando di lei, l’Angela del suo grande amore, delle sue sofferenze e dei tira e molla. Christian Rovatti lo fa con ironia, con la leggerezza di un qualcosa che è stato bellissimo e, anche se gli ha procurato dolore, non lo può ricordare con rancore.

articolo


ultimi articoli
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza