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Giugnola: Il borgo ritrovato e ...
Google Map: il paese di Giugnola. Giugnola (Bologna)era il mio posto magico e, prima ancora, lo era stato Mercurio, nome riferito ad un gruppo di case addossate l’una all’altra e con un’unica strada che lo attraversa. In quel minuscolo borgo, dove il sole scompare presto dietro i monti che lo circondano, arrivai un inverno, bambina spaurita, per curare una malattia. A parte una stanza buia, che fungeva da cucina, camera da pranzo e da lavoro per il padrone di casa che, in un angolo, aveva collocato il suo desco da ciabattino, non ho molti ricordi. La gentilezza di chi mi ospitava, il dividere con loro magri pasti e un bambino più o meno della mia età che, avendo forse intuito il mio disagio e la mia solitudine, aveva condiviso con me un paio di sci di legno. Scendevo con lui, in precario equilibrio sul mio unico sci, lungo la strada innevata, felice e grata a chi, oltre a condividere con me il pane della sua famiglia, mi stava regalando amicizia e spensieratezza insieme.
A Giugnola, più in alto sulla provinciale, sempre per lo stesso motivo andai l’estate successiva in colonia e poi continuai per molti anni, ospite di una signora piccola piccola, madre di quattro figli che faceva da madre pure a me durante le mie brevi vacanze estive. Le case di pietra antica sembrano tenersi compagnia nelle finestre che si guardano l’un l’altra e le porte mai chiuse a chiave. Le abitazioni pensili, posate su portici che sono passaggi tra un vicolo ciottoloso e l’altro, sembrano fare da sentinella come le torrette sparse tra i campi. Al centro di una delle sue piccole piazzette, c’è ancora una fontana senza più acqua e ormai in disuso; da un’altra parte, abbandonato anche l’antico lavatoio con la sua pietra che ha perso l’odore del sapone fatto in casa e le voci delle donne che lì andavano a lavare i panni. In alto una antica chiesa. Le case di pietra quasi tutte rimesse a nuovo, i balconi e gli angoli di piccoli cortili ricchi di fiori coloratissimi. Intorno al paese i castagni sono colmi di frutti e, lontano, il Sillaro scorre tra i sassi con le sue acque limpide. Lo attraversavo a volte saltando da un sasso all’altro, oppure attraversando una traballante passerella di legno per andare alla sorgente di acqua sulfurea. Sgorgava, e sgorga tuttora, da un masso dove ancora i ragazzi scolpiscono i loro nomi intrecciati.
Giugnola, che ha dato i natali al Cardinale Antonio Bacci, è divisa tra Toscana ed Emilia Romagna, confine segnalato da una cartello al centro del paese. Due regioni, due province, due comuni; un antico borgo che i suoi abitanti, tornati magari dopo anni di lavoro all’estero o nelle grandi città, hanno voluto fare rivivere con diverse iniziative, tra cui una Associazione culturale, “Giugnola nel cuore”, che oltre a sostenere una casa per anziani anche con tanto amore e affetto “...tutti intorno a un focolare a raccontarci i nostri ricordi...” , organizza diverse manifestazioni, come mostre di pittura, concerti e, per il terzo anno consecutivo, il concorso di poesia “Ad alta voce”. È per questo che sono tornata nel mio mondo antico, nei miei anni giovani, in quei tanti frammenti speciali che, per una ragione o per l’altra ognuno porta sempre nel cuore.
La premiazione è avvenuta a Belvedere, un altro piccolo borgo situato sul crinale tra il Sillaro e il Santerno, presso il Ristorante la Tubeya. Domenica 18 settembre 2011. Una giornataccia dove il temporale non ha dato tregua per l’intero pomeriggio. Ma, sulla porta, all’ingresso della veranda c’era una persona ad accoglierci con un sorriso e dentro, nonostante i tantissimi anni trascorsi, qualcuno mi ha riconosciuta. E il mio momento magico è tornato in mezzo alla affettuosa accoglienza, alla simpatia istintiva che mi ha accomunato a questa gente. Ci siamo scambiati libri di narrativa e di poesia; qualche parola al pubblico su ciò che ho scritto, distratta da ciò che mi avevano donato e che non vedevo l’ora di leggere: le loro storie e quelle di questi borghi. È stato bello stare ad ascoltare queste persone: Pierluigi Giovannini che fa gli onori di casa, il prof. Adriano Monari che racconta un poco la storia di questa associazione costituita nel 2003 proprio in occasione della presentazione di una raccolta di poesie di Pierluigi nella chiesa di Piancandoli, altro borgo già in Toscana. Chi seduto e chi in piedi, ma tutti hanno ascoltato con grande attenzione Beatrice Mascherini che ha letto tutte le poesie pervenute rendendole ancora più belle. Federico Cinti ha incantato recitando a memoria il V canto del Purgatorio. Credo sia sempre una emozione vincere un premio e ancora di più se si è tra i propri compaesani; così deve essere stato anche per Anna Ceroni, Luciano Prantoni e Fernanda Rossi. Anche le istituzioni, Comune di Castel del Rio, hanno fatto il loro atto di presenza perché questa associazione, questa manifestazione e le altre che vengono organizzate, sono un ulteriore motivo di orgoglio. Dopo il nutrimento della mente, anche il corpo ha avuto la sua parte con un simpatico spuntino a base di prodotti locali; crescentine, salumi e biscotti deliziosi. Quando siamo tornati a casa non pioveva più anche se il cielo manteneva tonalità di grigio. Arrotolato con cura perché non si sciupasse, tenevo il mio diploma come un dono prezioso. Lì non ci vedevo scritto solo il mio nome, ma ciò che questo paese, le estati che ho trascorso qui, mi ha regalato con le sue notti magiche a chiacchierare sul muretto o a ballare in una minuscola piazzetta. Ho ritrovato un borgo, ho ritrovato una parte di me, ho ritrovato la genuina immediatezza della gente con la loro simpatia scherzosa e la loro “Giugnola nel cuore”.
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