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“I volti non hanno più nome”
di Bruno Bartoletti

al Teatro “Elisabetta Turroni” di Sogliano

Domenica 23 aprile 2017, nel Teatro “Elisabetta Turroni” di Sogliano al Rubicone, di fronte a circa 150 persone (il piccolo teatro era occupato in ogni ordine di posti), Bruno Bartoletti ha presentato il suo ultimo libro di poesie: “I volti non hanno più nome”, Giuliano Ladolfi Editore. Lo ha accompagnato in questo viaggio: Clery Celeste; voce narrante e letture: Monica Briganti; intermezzi musicali: Ilaria Moriconi (flauto) e Anna Perazzini (violino).

Clery Celeste e l'autore  Bruno Bartoletti.
Ilaria Moriconi e Anna Perazzini sul palco assieme all'autore.

Dopo il saluto del sindaco, l’’autore, accompagnato dalla giovane Clery, ha dialogato sulla poesia e sui segreti del suo libro dedicato “agli amici richiamati”, un libro in cui “dentro ci sono tutti, tutti gli amici che a poco a poco ci hanno lasciato. Dovevo liberarmene scrivendo. È uno spaccato della mia vita che dovevo recuperare”.

La presentazione si è sviluppata attraverso tre fasi, con gruppi di letture di tre testi ciascuno, al termine di ogni lettura un breve brano musicale:

Il pubblico ha affollato il piccolo antico teatro.

1) “Il bambino che è in me; 2) “Il padre”; 3) “L’attesa e il viaggio”.

Laureatosi in Materie Letterarie presso il Magistero di Genova, dopo tanti anni di insegnamento e poi di presidenza negli istituti tecnici, Bartoletti è giunto alla sua sesta pubblicazione. Uomo di scuola e promotore culturale, si è sempre dedicato alla poesia fin da ragazzo, ma solo in età matura ha cercato di dare ordine e sistemazione al suo lavoro. Presiede l’Associazione culturale “Agostino Venanzio Reali” e l’omonimo premio nazionale di poesia.

Il saluto del Sindaco di Sogliano al Rubicone.
L'autore Bruno Bartoletti assieme a quanti hanno collaborato alla presentazione.

Una vecchia Guzzi e mio padre / – mi sembrava un gigante – sui tornanti. / Mi diceva indicando uno spicchio più azzurro / tagliato lontano tra i monti: / «Vedi? Quello laggiù è il mare». / E aveva un limpido riso da buono / mio padre che appena conobbi / e risento quel dolce sapore / di azzurro / tagliato tra i monti. / La vita si inerpica a volte si sfascia, / ma restano sempre i più dolci / ricordi. / Le mani che cercano l’ombra.

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