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Le parole necessarie foto © Lucia Maio Poesia di donna. Cosa vuol dire? Esiste dunque una letteratura di genere? Qui non vogliamo fornire alcuna risposta. Rosso come il latte, l'ultimo lavoro di Annalisa Parente, edito da Melagrana, è poesia del corpo e del sangue. Sangue e affetto. Rosso e bianco. Come accade alle donne che hanno pronto un dono di sé gentile, totale. Cambia forse il modo di raccontare l'evento se, a farlo, è una donna? Cambia perché diversa è la sua storia? Ma l'esperienza resta – come vuole la letteratura universale – patrimonio di tutti.
Un lavoro ben riuscito, denso, presentato nella Sala Dante del Convitto Giannone, in Piazza Roma, a Benevento, il 27 gennaio 2012, nell'ambito della Rassegna “Le parole necessarie”, organizzata dall'Associazione 'Parliamone'.
A raccontarci Annalisa Parente è stata Cristina Donnarumma, sua insegnante alle Superiori: Era una studentessa geniale, volitiva, che apprendeva con velocità e che faceva suo il mondo. Lorenzo Fiorito, che insegna negli atenei di Napoli e Cassino e che ha curato la prefazione al testo, ci fa un discorso complesso: il vero poeta è un assassino, compie il delitto perfetto, uccide i suoi padri e crea nuova memoria di versi. 'I poeti', dice, 'sono i segreti legislatori del mondo, anticipano i fatti, sanno prevederli".
Enza Paola Catalano e Salka Riccio hanno letto le poesie di Annalisa. Ne riporto alcune:
E, ancora:
In parte, nel leggere il libro di Annalisa, la mia impressione è stata di trovarmi dinanzi alla descrizione del desiderio. Le donne sanno cantarlo? Sono abituate a farlo? Un terreno impervio ma privilegiato, dove si incontrano Venere e Marte, il maschile e il femminile, la salvazione e il baratro. Annalisa percorre questo sentiero in modo aperto, sincero. "lievito e indurisco, |
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