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A pič descalzi

 

Nostalgia, ricordi e voci
della Bassa Veronese

Domenica 30 ottobre 2011 nella Sala Consiliare del Municipio di San Pietro di Morubio (Verona), nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unitą d'Italia e in omaggio al territorio, alla gente e alla nostra lingua veneta č stata presentata l'ultima opera di Lucia Beltrame Menini A pič descalzi. Nostalgia, ricordi e voci nel dialetto della Bassa Veronese (F.lli Corradin Ediori).

da sx: Corrado Vincenzi, il Sindaco Giorgio Malaspina, l'autrice Lucia Beltrame Menini e il giornalista Mario Klein.

Sono intervenuti: Giorgio Malaspina (sindaco di San Pietro di Morubio), Corrado Vincenzi (vice sindaco, Assessore alla Cultura), Mario Klein (giornalista) che ha presentato l'opera. Gli intermezzi sono stati allietati al pianoforte dal M° Luciano Pengo (musicista, direttore del coro).

Il giornalista Mario Klein.

Il M° Luciano Pengo al pianoforte.

Nel corso del suo intervento il giornalista Mario Klein, fervente sostenitore di un recupero della storia e delle storie locali ha sottolineato: «Ogni poesia di questa raccolta offre una sinceritą totale che mette a nudo la sfera dei sentimenti, immersi in un vissuto capace di rendere presenti tempi, persone e luoghi, appartenuti alla propria infanzia, alla giovinezza o all’etą che, ora, si definisce matura. Cosģ, nell’era delle trasformazioni rapide, delle solitudini diffuse, dei balbettii di comunicazione, ad un certo punto della propria esistenza, la nostalgia dei “piedi scalzi” e dei sensi, la nostalgia degli stati d’animo, delle voci, delle figure, degli ambienti, della parola compaiono prepotenti per dare vita ad un’intima armonia tra vissuto, presente e possibile futuro. Solo la lingua del cuore, il linguaggio dei ricordi, dei toni confidenziali, il proprio dialetto della Bassa poteva assecondare l’intimo bisogno di prendere piena coscienza di sé. Solo il linguaggio scandito dalle parole amate, quello che ti fa sentire bene anche quando, queste, sono amare, il linguaggio ricco di timbri particolari, di troncamenti e sonoritą proprie, poteva regalarci uno sguardo al passato, che fa emergere memorie, situazioni, eventi, suoni collegati alle voci, tali da modularsi in nuove emozioni.».


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