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Carissimi di famiglia...
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In una
cornice ambientale dal sapore antico, domenica 31 gennaio 2010, nella Sala
Consiliare del Municipio, “Villa Gobetti”, di San Pietro di Morubio (Verona), è
stata presentata l’ultima opera di Lucia Beltrame Menini:
Carissimi di
famiglia, Lettere del soldato Rebonato Primo – 1943-1944 (prefazione
di Alberto Piazzi, presentazione di
Giuliano Lenci, nota storica di
Aristide Toniolo, F.lli Corradin Editori, Urbana, gennaio 2010, pp. 160). L’evento è
stato inserito nelle manifestazioni indette dal Comune, in occasione della
Giornata della Memoria.
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| L'autrice Lucia
Beltrame Menini presentata da Mario Klein. |
Intervento del Sindaco Giorgio
Malaspina. |
Alla
cerimonia di carattere letterario-storico-rievocativo, in un clima denso di
emozione e di palese commozione, presenti le Associazioni Combattentistiche di
San Pietro e di Bonavicina, sono intervenuti: il Sindaco Giorgio Malaspina,
l’Assessore alla Cultura Corrado Vincenzi, in rappresentanza dei
familiari Giuseppe Rebonato. Ha presentato l’opera mons.
Alberto
Piazzi, Arcidiacono del Capitolo della Cattedrale e Prefetto della
Biblioteca Capitolare di Verona, storico e appassionato ricercatore di
microstoria, eccellente relatore, ricco di conoscenza storica, religiosa e
artistica. Il prelato ha messo in evidenza il valore dell’ennesima opera di
ricerca storica di Lucia Beltrame Menini, entrata ormai di diritto nella
generosa schiera dei cultori di storia locale.
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da sx: Mario Klein,
l'autrice Lucia Beltrame Menini,
l'assessore Corrado Vincenzi, Mons.
Alberto Piazzi, il sindaco
Giorgio Malaspina e
Giuseppe Rebonato in rappresentanza
dei familiari. |
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L'autrice Lucia Beltrame
Menini. |
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Il libro
rappresenta l’ennesimo gesto d’amore dell’autrice verso il suo paese d’origine,
una pagina della piccola storia della sua terra e della sua gente, da consegnare
alla Storia con la esse maiuscola. L’epistolario del giovane soldato Primo
Rebonato (classe 1924), deceduto il 22 ottobre 1944 sotto un bombardamento ad
Amburgo, composto da 103 lettere (66 da Pinerolo e 17 dallo Stammlager X B di
Sandbostel alla famiglia; 12 inviate dalla madre al figlio; 8
biglietti-segnalazione oggi chiamati pizzini, lanciati dal treno diretto
in Germania e fatti recapitare alla famiglia), sembra dare ragione a
Schopenhauer, là dove dice che “la storia è figlia della pazzia degli uomini”.
Davvero è il
caso di dire, con lo scrittore rumeno Eliezer Wiesel: “Mai dimenticherò le
atrocità della guerra, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso.
Mai!”
(Mario Klein)
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