|
| |
La Guerra... e la vita pulsava
|
 |
Con il volume La Guerra... e la vita pulsava,
prefazione di Ferdinando Camon, (pp. 656, foto 438 – F.lli Corradin Editori-
Urbana 2009) l’Associazione Pro Loco di San Pietro di Morubio, di concerto con
l’Amministrazione Comunale, conclude un impegnativo progetto iniziato nel 2001
con la pubblicazione di Ta-pum, Lettere dal fronte
(Panda Edizioni) un volume ricco di carteggi epistolari, illustrazioni e
testimonianze relative a Soldati e Caduti Morubiesi del Primo Conflitto
Mondiale.
Sabato 6 marzo 2010 a Padova nella Sala Paladin di
Palazzo Moroni in Via Municipio 1, hanno partecipato alla presentazione del
libro : Giorgio Malaspina
(Sindaco di San Pietro di Morubio, Verona), Giuseppe
Iori (scrittore), Giuliano Lenci
(storico), Gen. D. Enrico Pino (Comando
Militare Esercito "Veneto"). Conduce l'incontro Lidia
Maggiolo (giornalista).
 |
| da sx:
Lidia Maggiolo, l'autrice
Lucia Beltrame Menini, prof.
Giuseppe Iori, prof.
Giuliano Lenci e
Giorgio Malaspina sindaco di San
Pietro di Morubio. |
In questo pezzo di storia della II Guerra Mondiale l’autrice narra
ciò che ha subito e vissuto la gente di un piccolo comune della Provincia di
Verona, dove può certo rispecchiarsi l’intera popolazione veneta.
Sono passati ben settant’anni dai fatti che il volume La Guerra… e la vita
pulsava intende raccontare; i testimoni di allora ormai sono pochi e ci
riteniamo fortunati se possiamo ascoltare dalla loro viva voce memorie di quel
tempo.
Per fare questo, l’autrice si è servita della documentazione ricavata dalle
interviste che ha iniziato a raccogliere ancora dal 1992, per conservare pagine
di storia, prima che il tempo ne cancelli ogni traccia. Sono piccole storie che
si intrecciano con i grandi fatti avvenuti in quegli anni; vicende commoventi,
di giovani uomini costretti a lasciare la casa, gli affetti, le loro famiglie
per rispondere alla chiamata della Patria; uomini che hanno sofferto patimenti,
a volte la prigionia, o hanno pagato un prezzo altissimo, sacrificando la loro
vita.
Tutto è preceduto da una cronologia degli avvenimenti dal 1935 al 1948,
ricavata e ragionevolmente mediata tra le diverse fonti bibliografiche.
 |
 |
| La giornalista
Lidia Maggiolo e l'autrice Lucia
Beltrame Menini. |
Uno scorcio della medievale Sala Paladin. |
Le notizie riportate derivano per la maggior parte dalla trasmissione orale,
dalla consultazione o dal rinvenimento di documenti, quindi storicamente
fondate. Le fotografie dei soldati, sono state fornite direttamente dagli
interessati o dai loro familiari.
Successivamente, dopo avere individuato i soldati registrati nelle liste di
leva del Comune di San Pietro di Morubio, consultando l’Archivio di Stato di
Verona, l’autrice ha deciso di includere tutti coloro che prima, durante e dopo
il conflitto, pur non appartenendo anagraficamente al Comune in oggetto, hanno
gravitato nello stesso, per lavoro, amicizie, frequentazioni pubbliche religiose
o civili, o hanno fissato nell’immediato dopoguerra la propria residenza in
loco.
Altri dati le sono stati forniti dalle Associazioni Combattenti e Reduci del
Comune di San Pietro di Morubio.
A questo punto è iniziato il lavoro più gravoso: trascrivere i fogli
matricolari dei soldati (circa 800), raccolti sempre presso l’Archivio di Stato
di Verona. Lavoro che l’ha impegnata per due anni. Non potendo riportare
integralmente i profili militari dei singoli soldati, ha dovuto procedere ad una
sintesi scrupolosa che comunque garantisse il massimo di riconoscibilità. Per
molti soldati, specie delle classi dal 1906 al 1912, il foglio matricolare
risulta incompleto; i nomi di molte località italiane o straniere risultano a
volte difficilmente identificabili e di incerta decifrazione, a causa della
pessima scrittura. Ove possibile, alla scheda personale del soldato fanno
seguito una o più testimonianze e pagine di diario, che raccontano fedelmente
gli avvenimenti.
La parte conclusiva del lavoro riguarda le testimonianze di “civili”, cioè di
persone non militarizzate, che arricchiscono il libro e puntualizzano le
situazioni storiche riflesse sul territorio e vissute in vario modo dalle
persone coinvolte che lo abitavano.
 |
| Veduta d'assieme della
Sala Paladin di Palazzo Moroni. |
dalla Relazione introduttiva
dell'autrice
| |
 |
autore |
|