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Taranto: Galleria d’Arte “L’Impronta”

“Donna Pensiero”

L’arte è “l’inutile estremamente necessario” cui anche la donna ha dato (a iniziare dalla neandertaliana, pittrice delle mani nelle grotte, secondo studi recenti) e continua a dare contributi significativi. Li pone in rilievo la Galleria d’Arte “L’Impronta” di Taranto con l’annuale Mostra di pittura “Donna Pensiero”, inaugurata quest’anno, con successo davvero strepitoso, lo scorso 5 marzo 2017 e visitabile sino al prossimo 12 marzo.

da sx.: Grazia Lodeserto, Antonietta Benagiano, Arturo Camerino.
Antonietta Benagiano, Arturo Camerino, Emanuela Carucci.

Trentatré le artiste partecipanti: Anna Amendolito, Valeria Anatipolan, Sara Aprea, Dimitra Balou, Angela Barratta, Rosanna Bianco, Anna Cinquino, Liliana De Bellis, Rosanna De Pasquale, Antonella De Santis, Angela Elia, Margherita Fallico, Luisa Fontana, Serena Galeone, Amalia Lo Presto, Letizia Lo Prete, Giovanna Maffei, Dora Mansi, Maria Rosaria Neglia, Rosaria Piccione, Maria Pia Putignano, Tina Quaranta, Cinzia Raffo, Cornelia Rischgasser, Alessandra Robino, Francesca Ruggiero, Teresa Sindaco, Giuliana Taglialatela, Valentina Tortorella, Marisa Traetta, Francesca Vetrano, Carla Vitti, Mariella Zingaropoli.

Giovane poetessa.
La violinista Maria Fausta Russo.

Il Presidente de “L’impronta” Arturo Camerino, dopo il cordiale saluto e il grazie alle partecipanti e al pubblico straripante, alla giornalista Emanuela Carucci, coordinatrice della serata, alla scrittrice prof. Antonietta Benagiano, critico della Mostra, alla Presidente “Lilt” dott. Perla Suma, alla pittrice Grazia Lodeserto e alla musicista di violino jazz Maria Fausta Rizzo (presente per la cortesia di Franco Mezzena, docente di violino al Conservatorio di Bari, direttore artistico e fondatore dell’ “Accademia Mezzogiorno Musicale” di Taranto), ha rimarcato la necessità di porre in rilievo la produzione artistica femminile, l’impegno in tal senso della Galleria.

La giornalista Emanuela Carucci, prima di presentare le varie fasi della serata, nel corso della quale si è dato spazio anche alla pagina letteraria con poesie di Letizia Gangemi, Barbara Amodio e Maria Pia Putignano (l’avvocato poeta Mario Calzolaro non è potuto essere presente per ritardi ferroviari) e con il rilievo dato da Sara Leo alla scrittura digitale, ha parlato delle tante capacità della donna, artista sin dal preistorico, accennando anche alla ben nota Artemisia Gentileschi che influenzò l’arte del suo tempo e a Tamara de Lempicka, icona dell’Art Déco, passando poi la parola al critico.

I saluti tra Arturo Camerino e Franco Mezzena.

Antonietta Benagiano ha subito precisato che l’arte, al pari della scienza, non ha genere, anche se le artiste molto hanno dovuto attendere e lottare per avere spazio in gallerie e musei, per un riconoscimento che è balzato solo a partire dal 2000 alla inaugurazione del Tate Modern di Londra con le sconvolgenti innovazioni della scultrice Louise Bourgeois. Ha sottolineato che talora sono proprio le artiste a essere all’avanguardia, a offrire ispirazione, come nel caso della giapponese Yayoi Kusama coi suoi segni ripetuti da cui trasse ispirazione Andy Warhol. E si è riferita a quel che l’arte è, rappresentazione estetica del profondo, dell’inconscio e del subconscio, dell’onirico e del surreale, di tutto un mondo del quale la donna è gran parte.

E’ passata poi a presentare le artiste in mostra, nelle quali ha generalmente colto una ispirazione volta a proporre figure femminili che sollecitano meditazioni esistenziali, della condizione psico-fisica, su una sensualità sofferente, sull’ilarità poco ilare, mentre non mancano immagini domestiche e familistiche, di ricerca della pace nel mandala e nella natura, di sorellanza al di là della razza, di giovinezza ridente, di gioie serene e paesaggi ameni, ma anche di sollecitazione a lottare. E ha posto in rilievo l’uso sapiente delle varie tecniche pittoriche tra cui la pirografia e l’impasto di sabbia, l’abilità nel segno, talora marcato, talaltra lieve, nelle pennellate attente a fissare i dettagli, accese o tenui, oppure fluide, grandi, rapide.

Alcune delle opere esposte.

Ha concluso dicendo che ciascuna opera, frutto di “mano testa e cuore”, è arte, come già riteneva San Francesco. Lunghissimo applauso prima di dare seguito all’intermezzo musicale con il particolare violino di Maria Fausta Rizzo che ha proposto dei brani jazz, qualcuno anche da lei stessa cantato, ed è poi volata via con uno scroscio di applausi alla volta della Sicilia.

La dott. Perla Suma, nel suo intervento, dopo aver ringraziato il presidente Camerino per quanto “L’impronta” realizza in Taranto, si è detta lieta dell’invito alla Mostra che molto ha apprezzato per la qualità delle opere, ribadendo anche la difficoltà delle artiste nel farsi spazio, delle donne, in genere, poco supportate nelle difficoltà della vita; ha parlato poi dell’Associazione “Lilt”, della necessità della prevenzione, di come si tenti di andare incontro ai tanti problemi delle donne, ai loro disagi e, al contempo, come si rilevi in esse grande forza. Prolungati gli applausi.

La Coordinatrice ha fatto seguire l’intervento della pittrice Grazia Lodeserto che ha avvalorato la positiva funzione dell’arte in ogni momento della vita (ed ella lo sa bene), la capacità delle donne di sopportare dolori fisici e psichici, e il pensiero si è volto al coniuge, il critico Giovanni Amodio che tanto l’amava come donna e molto si impegnava per il giusto riconoscimento alla sua arte. E’ seguita poi la declamazione di talune liriche da parte delle poetesse già citate e di una giovane poetessa presente in sala (Letizia Gangemi ha declamato anche la struggente poesia di Barbara Amodio, dedicata al padre) mentre, a chiusura della serata, due soci si sono improvvisati attori recitando uno stralcio da “Giulietta e Romeo” di Shakespeare. Esaltazione dell’amore prima del saluto e del grazie del Presidente Arturo Camerino.

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