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Il Trasparentismo a Taranto

Laura Maniscalco - Giuseppina Mazza - Antonella Zinno

A Taranto, nello Studio d’Arte “Start Up”, ad opera della prof. Laura Maniscalco Blasi, di Giuseppina Mazza e Antonella Zinno, tre artiste dalla consolidata attività, è sorto il Trasparentismo, neomovimento pittorico presentato ufficialmente il 2013 nell’Aula Magna della Università di Taranto dal prof. Cosimo D’Angela, con relazione critica dei poeti e operatori cultuali Franco Silvestri e Giovanni Amodio. Si è imposto poi all’attenzione anche attraverso varie serate di presentazione.

L’ultima Retrospettiva Opere, curata dalla scrittrice Antonietta Benagiano e dalla prof. Angela Mignogna, già assessore alla cultura, è stata inaugurata lo scorso 23 ottobre 2017 nella sede in via Principe Amedeo 356.

La serata, introdotta dall’ing. Pino Zinno con delucidazioni sul movimento da parte della prof. Laura Maniscalco Blasi, ha visto anche il coinvolgimento del noto artista tarantino Franco Clary e del poeta e scrittore barese prof. Francesco Salamina, i quali hanno posto il primo l’accento sulle difficoltà di un riconoscimento ex abrupto senza supporti, l’altro sulla situazione attuale dell’arte e della letteratura, sul bisogno quasi di ritornare alla tradizione.

La prof. Angela Mignogna, dopo aver accennato alle problematiche dell’odierna società e di Taranto in particolare, alla necessità di fari di arte e cultura, si è congratulata con le artiste fondatrici del Trasparentismo, ravvisandolo come movimento che coglie le istanze e le rappresenta riproposte attraverso un neo-astrattismo onirico. E’ passata poi ad analizzare alcune opere delle artiste soffermandosi sugli effetti cromatici.

 

La Benagiano, dopo il saluto cordiale e le sentite congratulazioni, ha nell’incipit ribadito che l’arte non ha genere, pur se musei e gallerie ancora oggi accolgono artisti dando poco spazio alle artiste mentre, talora, sono proprio esse a mandare input anticonformisti (a esempio, Yayoi Kusama per le immagini ripetute prodotte da Andy Warhol). Si è soffermata sulle tendenze dell’arte contemporanea, tante e di tale commistione da generare anche disorientamento, pertanto ha rintracciato nel Trasparentismo, corrente creata da Laura Maniscalco Blasi, Giuseppina Mazza e Antonella Zinno, artiste di consolidata attività non solo nell’arte pittorica anche poetica, un certo richiamo al concettualismo (di Tarashi Murakani, a esempio), all’iperrealismo nella realtà proposta per costruire illusioni, alla transavanguardia e al neo oggettualismo per la enfatizzazione dell’oggetto, non offerto però freddamente, ma per sviluppare una sensibilità nuova, volta talora all’ironico.

Ha aggiunto che le artiste cercano la strada del nuovo per riaprire la porta su eventi e su icone da affrontare con una sensibilità trasfigurata nel tentativo di proporre una spiegazione psico-sociologica, di lasciare un segno di quanto s’impone e scompare con una velocità sorprendente, di dare pertanto senso alla stessa vacuità. E’ poi passata alle opere delle artiste, nelle quali ha visto dominare il colore per la stessa esigenza della trasparenza attraverso cui mostrare miti ed eventi destinati a scomparire, che l’arte può, invece, far cogliere ancora come in una trasparenza immaginifica, quasi onirica.

Si è soffermata sui cromatismi vivaci e anche tenui rilevati nelle opere dell’artista Maniscalco che sommuovono sogni dietro la realtà percepita, sui colori talora accesi talaltra spenti di Giuseppina Mazza che offrono icone ed eventi in trasparenza, sulle vivaci fasce cromatiche di Antonella Zinno attraverso cui si intravvedono personaggi mitici e la magia dell’amore.

Concludendo, ha detto che le tre artiste creatrici del Trasparentismo cercano , nel vuoto oscuro del tempo presente, di “intercettare qualche raggio che possa dare senso” (riprendendo Kafka), di attuare quindi la salvezza nell’arte, come sosteneva Jonesco, ma anche gli stessi neopositivisti, richiamando Wittgenstein nella revisione del Tractatus. Una serata ritenuta da tutti particolarmente interessante sotto il profilo artistico-culturale, anche piacevole per la cordiale socialità.

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