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Collettiva  “Sui Due Mari”

Gran Pubblico a “L'Impronta” di Taranto

Arte è quando mano testa e cuore vanno insieme.
(John Ruskin)

Di altro tempo la concezione ruskiniana dell’arte, anche se c’è chi pensa che non debba essere dismessa neppure nella nostra era dominata dalla tecnologia. Bel richiamo Amare Arte 2018, Collettiva d’estate sui Due Mari, inauguratasi lo scorso 22 luglio 2018 alle ore 19,00 alla Galleria L’Impronta di Taranto (Palazzo Ameglio, via D’Aquino,13), diretta con molta dedizione dall’artista Arturo Camerino coadiuvato da altri artisti, impegnati tutti a mantenere la Galleria centro vitale di arte e cultura.

Il senatore prof. Giovanni Battafarano  di fianco, al tavolo, l'artista Arturo Camerino e la prof. Antonietta Benagiano nel corso dell'inaugurazione della mostra.

Hanno esposto: Anna Amendolito, Rosaria Piccione, Lucia Pelagi, Angelo Monte, Maria Filomena Tetesi, Tiziana Iunco, Feliciana Fullone, Giuseppina Gravina, Antonio Camardi, Teresa Sindaco, Cinzia Raffo, Massimiliano Caroppo, Spjridon Trousas, Grazia Cito, Angela Barratta, Antonietta Cantore, Marcello Ferretti, Francesco Zanghi, Leo Di Castri, Vincenzo Rusciano, Maria Pia Putignano, Arturo Camerino, Giuliana Taglialatela, Liliana De Bellis, Rosanna De Pasquale, Margherita Fallico, Gianfranco Gatto, Antonella De Santis.

L'intervento della prof. Antonietta Benagiano.

Il Presidente, dopo il cortese saluto a tutti e il grazie agli espositori, ha ribadito la necessità, da parte delle Amministrazioni, di avere attenzione anche ad arte e cultura, essenziali alla ripresa della Città, ponendo in risalto come la indifferenza non può certamente produrre trasformazioni benefiche. Ha poi passato la parola al senatore prof. Giovanni Battafarano ringraziandolo della presenza. Il Senatore, a conferma dell’arte e della cultura come valori trasformativi in una società dove è prevalso l’affarismo, ha auspicato per la Città attenzione e impegno nella valorizzazione dell’arte, a iniziare da quanto in eredità ci è stato lasciato come patrimonio da preservare e far conoscere perché diventi Taranto città da visitare e apprezzare per il suo patrimonio artistico oltre che per le bellezze naturali.

La prof. Antonietta Benagiano.al termine del suo intervento.

L’artista Arturo Camerino e la prof. Antonietta Benagiano.

Il senatore prof. Giovanni Battafarano, un'artista e la prof. Antonietta Benagiano

E’ subentrato il critico della Collettiva, la scrittrice prof. Antonietta Benagiano che, riprendendo il discorso del Senatore, ha ribadito la complessità e problematicità del nostro tempo, il malessere anche per l’artificio che ha scalzato l’autenticità. Si è soffermata sull’atto poietico come possibilità di ridimensionare il malessere derivato anche da una socialità inautentica che difetta pure della capacità del confronto e non sa più guardare al futuro. Ha parlato dell’arte come possibilità di oggettivare la nebulosità, di dare ad essa una qualche chiarezza che è bellezza e salvezza, assegnandole una funzione terapeutica tanto per l’artista quanto per il fruitore.

Alcune opere di artisti.

Ha presentato poi le opere degli espositori, rilevando come la validità della tradizione si sposi alla personale resa narrativa, segnica e coloristica di ciascun artista , ma altresì la validità di tecniche ed espressioni innovative volte a messaggi talora espliciti talaltra aperti a interpretazioni non univoche, concludendo che ogni espressione è arte in virtù della creatività, suo segno distintivo. Il quale, però, non sempre ha la corrispondenza al valore di decine di milioni di dollari che su scala mondiale viene attribuito a certe opere contemporanee di taluni artisti.

Prolungati applausi a tutti. Una inaugurazione, quella de “L’Impronta”, nella quale insieme si è stati “isola dal mondo” nel percepire l’arte come salvezza, nel desiderio di propagandarla alla collettività.

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