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Alla Galleria L'Impronta di Taranto

La mostra “Donna Pensiero”

Alzo la voce, non perché voglio urlare, ma perché
tutti quelli che non hanno voce possano essere sentiti.
Non possiamo avere successo, se metà di noi è trattenuta indietro.

(Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace 2014)

Anche quest’anno atteso richiamo la Mostra “Donna Pensiero” organizzata da Arturo Camerino, Presidente della Galleria “L’Impronta” di Taranto presso lo storico Palazzo Amelio, a pochi passi dal Castello sul mare, da una delle più suggestive vedute della Città.

Inaugurata alle ore 18,30 lo scorso 2 marzo 2019 dalla Vice presidente dell’Unicef di Taranto, prof. Anna Rano, sarà visitabile sino al 15 marzo. In esposizione opere di venticinque artiste: Angela Lasorella, Grazia Cito, Angela Barratta, Teresa Sindaco, Letizia Gangemi, Lucia Pelagi, Linda Murante, Cinzia Raffo, Antonella Chiatante, Giuseppina Gravina, Cornelia Riscgasser, Dora Velardi, Paola Balestra, Linda Monticelli, Laura Maniscalco Blasi, Giovanna Maffei, Luisa Fontana, Attimonelli Luisa, Rosanna Bianco, Antonietta Cantoro, Giuliana Taglialatela, Liliana De Bellis, Margherita Fallico, Rosanna De Pasquale e Maria Pia Putignano.

Antonietta Benagiano, Arturo Camerino e Giovanni Battafarano.

Il Presidente, dopo aver cordialmente salutato e ringraziato quanti hanno accolto l’invito, ha puntualizzato che, pur tra difficoltà di ogni genere, coadiuvato da una valida équipe, continua, in un tempo di stravolgimenti pericolosi, a impegnarsi nel mantenere, attraverso varie iniziative, la Galleria come punto di riferimento non solo per i tarantini.

Ha poi passato la parola al Senatore prof. Giovanni Battafarano che, dopo aver elogiato la cordiale accoglienza de l’Impronta, l’impegno del Presidente, il suo adoperarsi a rendere meno piatta la vita cittadina, ha espresso ammirazione per quel che realizzano le donne in ogni campo, anche in quello dell’arte come dimostrano le opere in mostra, deprecando certi comportamenti ancora, purtroppo, presenti anche nella società occidentale.

Anna Rano

Ilaria Todaro

Antonietta Benagiano, Arturo Camerino e Mario Calzolaro.
Antonietta Benagiano

Ha fatto seguito la bambina Ilaria Todaro con la lettura delle finalità dell’Unicef che s’impegna col suo fondo monetario ad alleviare le sofferenze dei bimbi, così presenti soprattutto in certi continenti, e inoltre con la recitazione di una poesia di Madre Teresa di Calcutta. Excursus storico dell’Unicef dal suo sorgere alla situazione odierna da parte della Vice presidente, che si è soffermata sulle necessità del bimbo, soggetto debole, bisognoso in certe parti del globo di tutto, anche dell’acqua, e ha sollecitato quindi a donare degli euro in cambio di una piantina fiorita.

Anna Rano, Antonietta Benagiano e Arturo Camerino.

E’ poi intervenuto l’Avvocato poeta Mario Calzolari con una breve arringa a enucleare il valore della donna in qualsivoglia ambito, cui è seguita la declamazione, davvero coinvolgente, di poesie di Goffredo Parise, Alda Merini e Madre Teresa di Calcutta, dedicate alla donna.

La scrittrice prof. Antonietta Benagiano si è soffermata sull’arte, espressione alta del pensiero, che non ha genere, è quindi possesso anche della donna, un possesso prima negatole come possibilità di manifestarsi in ogni campo. Si è riferita al numero ristretto di donne eccelse, talune oggetto anche di persecuzione (tra le altre la scienziata Ipazia martirizzata, la poetessa Saffo vilipesa, Artemisia Gentileschi stuprata), ai giudizi di condanna che dal mondo antico (Tucidide, Aristotele, Marziale, Giovenale…) proseguirono nelle ere successive (San Tommaso, Cartesio, Voltaire e altri filosofi pure dell’Ottocento e del Novecento) nella convinzione che alla donna si addicesse, oltre alla procreazione, solo il ruolo familistico e domestico, tutt’al più di essere ornamento al successo dell’uomo con la sua bellezza ed eleganza, puntualizzando infine come la situazione mutata ormai da decenni con affermazioni della donna in ogni campo abbia prodotto la reazione che da tempo quasi quotidianamente emerge dai fatti di cronaca, non solo della tanto deprecata cultura islamica, anche della occidentale.

Ha parlato dell’arte come salus alla nostra psiche più sofferente nella perdita di prospettive future, in una nebulosità che attraverso segno e colore si cerca di narrare: una possibilità di chiarezza nel non chiaro dell’arte che, bandito ogni principio di autorità , rinnovandosi tutto accoglie: impressionismo ed espressionismo, pittura metafisica e surrealismo, new dada e transavanguardia, pop art e op art, arte concettuale, spazialismo e raggismo, arte gestuale e segnica, body art e land art, con presenza di artiste in tutte le correnti (Berthe Morisot con la I Collettiva femminile a Parigi, Jean Hébuterne, Natalia Goncharova, Tamara de Lempicka, Frida Kahlo, Yoko Ono, Yayoi Kusama, Gina Pace, Marina Abranovic, Kubra Khademi). Ha in seguito percorso le opere presenti alla mostra rilevando l’importanza di tecniche e colore: deciso netto pastoso brillante o in sfumature tenui, oppure in qualche opera informale astrazione, rappresentazione non esatta.

Ha rilevato la prevalenza del figurativismo come esaltazione della bellezza del corpo femminile riscattato dall’ombra della fatica, della sofferenza, della sottomissione, come regalità che incute rispetto o con un concettualismo che sollecita meditazioni, oppure come tenerezza della maternità trattata con sobrietà o immersa nella delicatezza del fiore, oppure attuata con tecnica particolare. E’ passata poi alle raffigurazioni della natura colta nella sua pacata bellezza con i secolari ulivi, col mare che s’impone per serena bellezza o per il rabbuffo dell’onda, oppure rivisitata con tratto quasi da surrealismo, rilevando poi la raffinata bellezza déco delle stagioni su vetro, lo spirito ironico nel procedere verso il futuro con leggiadria o con spavalderia; alle rappresentazioni urbane colte nei tratti che la tradizione ha reso esemplari o proposte con stacchi di linea e colore come da espressionismo rinnovato.

E la Benagiano ha evidenziato in conclusione che ciascuna delle artiste presenti alla Mostra meriterebbe un’analisi a sé sulle capacità narrative e tecniche, sul tratto distintivo. La serata, dal pubblico ritenuta molto interessante ed entusiasmante (applausi a non finire!) è stata dal Presidente chiusa con omaggi floreali e non, con l’invito a gustare le specialità dolciarie locali.

Così ancora tanto complimentarsi, tanto commentare anche da parte degli amanti dell’arte presenti alla Mostra, tra cui i proff. Maria Carmela Pagliari e Salvatore Mallardi.

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