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Dante Alighieri celebrato a Putignano
con le opere degli artisti cartapestai

L’Italia, dal Nord al Sud, dopo la stasi per il Covid 19, ha ripreso con fervore tutte le attività, pure quelle artistico-culturali, di grande gratificazione per autori e fruitori. Viene celebrato anche il settimo centenario della morte di Dante Alighieri con Convegni e Mostre non solo nelle Città Metropolitane, nei tantissimi Comuni che stanno onorando il Poeta Sommo, ciascuno a suo modo, mettendo a frutto pure ciò che viene ritenuto essere un proprio possesso speciale.

Così Putignano, Comune della Puglia facente parte della Murgia della Città Metropolitana di Bari, noto, oltre che per le aziende tessili e le grotte carsiche (da visitare la Grotta del trullo), per il Carnevale più antico d’Europa, celebra Dante con opere realizzate dai suoi bravi cartapestai. La Mostra, sotto la direzione artistica di Dino Parrotta e su iniziativa dell’Amministrazione Comunale insieme alla Fondazione del Carnevale di Putignano, è all’aperto ed ha come intitolo “Racconti di carta – In cammino con Dante”. Inaugurata lo scorso 3 luglio 2021, è visitabile gratuitamente sino a fine settembre.

Un interessante percorso nel centro storico, ben segnalato e perfettamente curato sotto ogni punto di vista, tra piazzette e viuzze e slarghi nei quali poter ammirare le opere realizzate dai cartapestai. Si può così ripercorrere la Divina Commedia attraverso personaggi e situazioni dei tre regni ultraterreni, ovviamente di quelli che sono stati ritenuti i più significativi dell’iter di Dante.

Quattro installazioni per ciascun regno, con didascalie di riferimento alle terzine dantesche. A Porta Grande l’ imponente Caron dimonio che, erto sulla barca, brandisce il lungo remo e sembra gridare: Guai a voi, anime prave! , rappresenta una efficace introduzione al percorso; a breve distanza, in uno slargo, la installazione di Paolo e Francesca avvolti nella bufera della passione amorosa: Noi leggevamo un giorno per diletto / di Lancilotto, come amor lo strinse…; poi la selva dei suicidi: Uomini fummo, e or sem fatti sterpi, con la efficace realizzazione di una delle Arpie: Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno; e a chiusura dell’Inferno un terrificante Lucifero, la creatura ch’ebbe il bel sembiante.

Continuando per le stradine e gli spiazzi segnalati, si passa al Purgatorio introdotto dal solenne Angelo Guardiano con la spada: sette P ne la fronte mi descrisse / col punton de la spada…; con Manfredi di Svezia: biondo era e bello e di gentile aspetto; con l’albero stracarico di frutti sotto cui scontano la pena i golosi ridotti all’osso: d’anime turba tacita e devota / Ne li occhi era ciascuna oscura e cava, / palida ne la faccia, e tanto scema, / che da l’ossa la pelle s’informava; si prosegue e compaiono due superbi che, curvi sotto il peso di un gran sasso sulle spalle, stentano a procedere: E s’io non fossi impedito dal sasso / che la cervice mia superba doma, / onde portar convienmi il viso basso, / cotesti, ch’ancor vive e non si noma, / guardere’ io...

E si giunge alla installazione della nuova guida di Dante dopo la scomparsa di Virgilio, alla luminosa Beatrice dalla veste rossa e dal mantello verde, con il capo incoronato di fronde d’ulivo: donna m’apparve, sotto verde manto / vestita di color di fiamma viva; alzando poi lo sguardo in su, si vede su una parete il dolce volto di Piccarda Donati : Uomini poi, a mal più ch’a ben usi / fuor mi rapiron de la dolce chiostra; e più in là grandeggia la installazione dell’Aquila degli Spiriti Giusti: Parea dinanzi a me con l’ali aperte / la bella image che nel dolce frui / liete facevan l’anime conserte; infine, al termine del percorso, il solenne San Bernardo orante: Vergine Madre, figlia del tuo figlio...

Installazioni di effetto che hanno, di certo, richiesto molto impegno da parte dei cartapestai, ma anche di tutti coloro che sono stati di supporto a che Dante Alighieri fosse celebrato con un percorso di installazioni che riscuotono consenso da parte di quanti visitano la Città di Putignano. Da aggiungere che tutte le opere vengono a sera illuminate da fasci di luce che le rendono ancor più suggestive.

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