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Per non dimenticare
il 150° dell'Unità d'Italia

nel libro di Emilia Sarogni

Il 7 ottobre 2011, nel Salone degli Specchi del Palazzo di Città di Taranto, il Moica Regione Puglia, presieduto dalla dott. Stefania Blasi, ha presentato Il Contrabbando della vita. Passioni e politica nell'Italia del Risorgimento di Emilia Sarogni (Daniela Piazza Editore, Torino 2010) alla presenza di un nutrito e scelto pubblico fra cui non mancavano i ragazzi del Liceo Classico-Scientifico “De Ruggieri”di Massafra.

In apertura l’Inno nazionale con al pianoforte la prof. Angela Mastronuzzi.

La Presidente, dopo il commosso saluto nel corso del quale ha evidenziato la sua volontà di portare a termine, insieme alle segretarie Pina Altavilla e Giuseppina Gravina, alle socie Mimma Peraino, Maria Piliego, Rosy Spinazzola, a tutte le affezionate del Moica quanto dalla madre preventivato, ha ringraziato la scrittrice Emilia Sarogni e presentato relatrici e lettore (Antonietta Benagiano, Maria Carmela Pagliari, Angela Mastronuzzi, Gigi Vellucci), la Consigliera Provinciale alle Pari Opportunità Barbara Gambillara, passando poi la parola per una presentazione dell’autrice alla scrittrice prof. Antonietta Benagiano.

da sx: Antonietta Benagiano, Maria Carmela Pagliari, l'autrice Emilia Sarogni, Stefania Blasi e Gigi Vellucci.

Nel suo intervento Antonietta Benagiano ha prima brevemente rievocato la figura e l’opera della Presidente scomparsa Rita Scarcella Blasi, per tutti perdita di una persona amabile e per la Città di una donna dinamica nel sociale e nel sollecitare cultura, ribadendo il dovere per Taranto di non dimenticarla.

Ha proseguito ricordando Borges che sosteneva essere un paradosso delineare il percorso di vita e letterario di un altro, dichiarando di essere solo in parte d’accordo, di voler quindi affrontare il paradosso parlando brevemente di Emilia Sarogni, una donna che, per le posizioni di prestigio in campo professionale e letterario, smentisce quanto sosteneva Moebius – ma anche tanti altri – di una inferiorità della donna rispetto all’uomo, dell’essere adatta solo a ruoli familistici. Piacenza – ella ha detto – può ben essere orgogliosa di annoverarla tra gli illustri personaggi cui ha dato i natali – Fermi e Amaldi p. es. – ma orgogliosa è anche la Sarogni d’essere nata nella città dei Farnese che, prima fra tutte le città d’Italia, decise l’annessione al Piemonte. Dal padre ingegnere, di cui rimane orfana subito dopo il primo anno d'età, eredita – ha precisato la relatrice – l’abitudine ad un pensiero logico da concretizzarsi in un operare fattivo, dalla madre docente di filosofia il rigore delle analisi. A queste doti va aggiunta la capacità fantastica presente in lei sin da quando, bambina, immaginava di salire in groppa al leone di pietra del palazzo che s’affaccia su Piazza Cavalli e di andare lontano.

Antonietta Benagiano nel corso del suo intervento.

La Benagiano ha parlato dell’iter scolastico nella città natale e di quello universitario a Torino, altra città cara alla Sarogni, come Roma dove risiede da lunghi anni, aggiungendo Carovigno, di cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria, può così vantare un’appartenenza a Nord Centro e Sud, all'Italia intera. La laurea in Giurisprudenza e poi in Scienze politiche – puntualizza la relatrice – delinea un percorso professionale tutto volto alle leggi, al farsi delle leggi, intanto si classifica prima al Collegio d'Europa di Bruges e vince una borsa di studio americana. Anche il suo otium è un bonum otium alla latina, pieno di cultura, si appassiona ai grandi autori della letteratura russa e approfondisce la storia della Russia, con cui la giovanissima Sarogni si presenta a “Lascia o raddoppia?” . La Benagiano ha ricordato l’intervista rilasciata al giornale “Libertà” dove l’autrice confessa di aver vissuto quell’esperienza come un gioco emozionante e divertente, anche se col fiato sospeso e poi con un senso di liberazione dopo aver dato l’ultima risposta che l’avrebbe dichiarata vincitrice del massimo premio; ha ricordato anche il suo viaggio a Mosca su invito dell’ambasciatore russo in Italia, l’attenzione ad osservare comportamenti e stili di vita, la scoperta che i Russi sono cordiali e di grande sensibilità. La Sarogni riporta al ritorno impressioni ed emozioni, appena vissute, nel suo primo libro, I Russi non mordono. Questa è la Russia di tutti i giorni (Edizioni Librarie Italiane1959), sfatando l'opinione non positiva sui Russi, molto diffusa allora in Occidente, che la cosiddetta 'guerra fredda' contribuiva a mantenere. La Benagiano si è riferita poi al cursus honorum: nel 1967, prima donna nella storia italiana, viene nominata direttore al Senato della Repubblica, riceve in seguito quattro onorificenze della Repubblica sino a Grande Ufficiale; dal 1976 diventa consigliere parlamentare, tiene nel frattempo conferenze in Italia e all'estero su temi relativi all'unione europea, vanto italiano perché pensata e fortemente voluta da Altiero Spinelli sin da quando era confinato a Ventotene, nel cui carcere era stato anche Salvatore Morelli, il patriota protagonista della trilogia dell’autrice.

L'autrice Emilia Sarogni.

Ha proseguito poi con l’iter letterario della Sarogni: nel 1995 il saggio frutto di una’attenta ricerca, La donna italiana 1861-1995 (Edizioni “Pratiche” di Parma), ripubblicato nel 2004 da “Il Saggiatore” con aggiornamenti sino al 2000, reso testo obbligatorio alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e alla Facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza, oggetto di molte presentazioni e conferenze presso sedi universitarie e di cultura, in Italia e all'estero (Parigi, Ginevra, New York). Si è riferita al primo romanzo, una particolare storia dal titolo Torino addio. Quando gli dei amano (Daniela Piazza Editore, Torino 2001), reso poi libro parlato per i non vedenti, con le vicende di Aurora e insieme una Torino rivisitata dopo lunga assenza, piena di memorie e di emozioni, ancora da amare pur tra nuove problematiche. La relatrice è passata poi alla trilogia su Salvatore Morelli, il patriota scrittore di Carovigno, formatosi a Napoli al pensiero mazziniano, indefesso propugnatore di leggi a favore della parità della donna, a L’Italia e la donna. La vita di Salvatore Morelli (Piazza 2004, 2007), primo lavoro prefato dall’illustre Prof. Luigi Fontanella dell’Università Statale di New York che ha, tra l’altro, il merito di aver fatto della diffusione della lingua e della poesia italiana negli Usa la sua ragione di vita, per il quale Carovigno le conferisce la cittadinanza onoraria. La Benagiano ha precisato che la scelta del patriota pugliese non è stata per caso ma frutto delle ricerche relative all’iter della donna italiana, dove la Scrittrice trova che fu Salvatore Morelli, nel 1867, a proporre per primo al Parlamento, ancora in Firenze, la parità di diritti per le donne italiane, anticipando quanto il filosofo inglese Stuart Mill avrebbe affermato nel 1869 in L’asservimento delle donne, dove ritiene, tra l’altro, essere riprovevole inculcare nelle donne la subordinazione all’uomo, l’abnegazione totale di sé. Ha proseguito poi con Salvatore Morelli. Una tragedia italiana (Daniela Piazza 2010), lavoro teatrale rappresentato con successo al teatro di Carovigno e in altre città non solo pugliesi. Si è soffermata infine su Il contrabbando della vita. Passioni e politica nell’Italia del Risorgimento (Daniela Piazza 2010), già ristampato e presentato in decine di città. Questo romanzo – ella ha detto – s’inserisce perfettamente nelle celebrazioni dell’Unità d’Italia ed ha come formula vincente l’innesto degli eventi storici nelle vicende patriottico/sentimentali di Salvatore Morelli, nato il 1824 nella cittadina pugliese. L’arco territoriale tocca la Puglia (Carovigno e Lecce in particolare), la Campania (in particolare Napoli), Roma a capitale realizzata; quello temporale va dal 1834, dal pieno fervore degli ideali mazziniani con l’ombra di condanna dei reggitori dei vari staterelli, al percorso esaltante che porta all’Unità fino al 1880, anno di morte del Morelli a Pozzuoli. Nelle vicende e nei discorsi dei patrioti rimbalzano Mazzini Garibaldi Cavour Vittorio Emanuele e, di contro, i Borboni, il Duca di Modena e gli altri regnanti. Può essere considerato – ella ha detto – un romanzo storico, misto – ricordiamo Manzoni – di storia e invenzione, dove la rappresentazione di eventi e personaggi storici viene avviluppata dai sentimenti che hanno accompagnato meditazioni e deliberazioni, successi e insuccessi, sventure e gioie dei patrioti.

Gigi Vellucci mentre legge alcuni passi dal libro.

La chiave narrativa rinnovata e i moduli stilistici improntati a chiarezza rendono il romanzo di agile comprensione per ogni lettore, ma anche piacevole e accattivante per la fabula d’amore romanticamente vissuta dal protagonista. Ma Il contrabbando della vita – ha ribadito la Benagiano – è anche un libro che rieduca ai valori fondativi del nostro Risorgimento, agli ideali mazziniani di giustizia ed eguaglianza. Il 150° dell’Unità sta scorrendo fra proposte interpretative di storici del Nord, del Centro e del Sud, le quali, nel mentre contengono approfondimenti su documenti in precedenza non esaminati, appaiono poi discutibili nella univocità dell’esame. La Sarogni propone una memoria di rispetto del Risorgimento, dei patrioti e delle patriote che per l’ideale di un’ Italia unita affrontarono ogni sofferenza ed anche il patibolo. Morelli, come tanti altri giovani di ogni parte d’Italia, sopportò la galera e infiniti disagi, e restò fermo nel suo ideale anche di fronte alle allettanti proposte del Borbone.Era un mazziniano puro e possiamo di lui dire quanto espresse Metternich a proposito del Mazzini: “eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, infaticabile come un innamorato”. E non mancarono le donne, basti per la Puglia il nome di Antonietta De Pace, patriota fervida, determinata, coraggiosa, che l’autrice pone in rilievo. Il contrabbando della vita di Emilia Sarogni ripropone dunque in modo piacevole le conoscenze storiche che dovrebbero essere patrimonio di ciascun italiano, dal Nord al Sud, bisogna pertanto – ella ha detto – essere grati alla scrittrice per aver posto all’attenzione Salvatore Morelli, il patriota pugliese che fu scrittore e dovette subire anche il rogo dei suoi libri per ordine del Borbone. E’ ammirevole la fede del Morelli rimasta sempre ferma agli ideali mazziniani per i quali subì il carcere e pose a rischio la sua stessa vita. Ideali che, onesto e puro qual era, non pose, a Unità compiuta, da parte come fecero, invece, altri patrioti, entrando nei giochi di potere. Morelli, eletto deputato, presentò ripetutamente in Parlamento leggi in difesa dei deboli, delle donne per un loro diritto all’istruzione e al voto, ad amministrare i propri beni.

Angela Mastronuzzi mentre suona al pianoforte l'Inno d'Italia.

 La Consigliera Provinciale alle Pari Opportunità Barbara Gambillara.

Altri deputati spensero l’ardore di battaglie da portare avanti non più col fucile ma con la fermezza di obiettivi per leggi di giustizia ed eguaglianza. Morelli lottò ancora con grande difficoltà e sofferenza e in ristrettezze economiche – allora non c’era l’indennità parlamentare –, lottò fino a quando si spense il 1880 a 56 anni in una locanda di Pozzuoli. E subì, anche da parte di certi deputati della Sinistra, sorrisi di compatimento e di scherno per le sue proposte, dichiarate velleitarie poiché in difesa di tutti i diritti civili, politici e di libertà delle donne. A Montecitorio, nella seduta del 6 marzo 1875 (p.275-769), tra l’altro dice: “La famiglia è la cellula fondamentale della società, se la donna non sarà libera nella famiglia, non lo sarà nello stato. Dobbiamo cominciare da qui…” E riferisce il commento della Sarogni l’effetto delle sue proposte nell’Aula del Parlamento: “La maggior parte dei colleghi chiacchierava distratta, qualcuno che seguiva il discorso ridacchiava…”. E, in altra pagina riporta l’opinione di un deputato, che la relatrice riassume così: con tutte quelle sue proposte in difesa delle donne – poverino! – la galera borbonica gli ha dato alla testa. Ma Salvatore Morelli – commenta la Benagiano – era rimasto fedele agli stessi ideali mazziniani che aveva fatto suoi da giovane a Napoli, in casa dello storico De Cesare dove aveva conosciuto Nicolini e Mirabella, Settembrini e Spaventa, Imbriani, Villari, Fanelli, Pisanelli, Filotico, Alessandro e Carlo Poerio, Pilla e il non più giovane Nicolò Mignogna di Taranto, presidente del Comitato napoletano della “Giovine Italia”. E aveva su di essi giurato una notte di dicembre del 1846 in una cappella cimiteriale. E la Benagiano conclude esprimendo gratitudine alla scrittrice Emilia Sarogni per aver posto in rilievo il patriota fautore dei diritti delle donne, e saputo armoniosamente fondere storia e invenzione offrendo pagine di grande passione politica e umana.

Salvatore Morelli e le donne della sua vita è stato il tema trattato dalla prof. Maria Carmela Pagliari che ha, in primis, rievocato i suoi incontri con Rita Scarcella Blasi, la gentilezza e dolcezza della Presidente del Moica, richiamando la foscoliana “celeste corrispondenza d’amorosi sensi”.

Dopo aver salutato tutti i presenti, i suoi alunni del Liceo Classico-Scientifico “De Ruggieri”, ha ringraziato l’autrice Emilia Sarogni per averle offerto con “Il contrabbando della vita” la possibilità di conoscere in maniera approfondita Salvatore Morelli, patriota della Puglia, di poter riflettere sulla condizione della donna nell’Ottocento. Ha ribadito che, nonostante il tantissimo che è stato fatto per la emancipazione femminile, ancora tanto resta da fare, dato che la dignità della donna è messa a dura prova nell’epoca dell’immagine, del consumismo e della violenza subdola camuffata da libertà.

La prof. Pagliari ha posto in rilievo lo stile semplice e sobrio del romanzo, la chiave ‘dilettevole’ in cui vengono offerti i documenti storici. E’ passata poi a delineare le figure femminili fondamentali nella vita del Morelli, a iniziare dalla governante Carmela, la cui morte per parto lo scosse molto da bambino, soffermandosi sulla madre Aurora anche attraverso la lettura commentata di taluni passi, delle visioni e delle parole materne che il Morelli porterà nel cuore, soprattutto della sollecitazione materna a mantenere la parola data e a rispettare le donne. La relatrice ha fatto riferimento all’impegno profuso dal Morelli in Parlamento, all’approvazione della prima legge sulla capacità giuridica delle donne italiane. Un passo molto importante – ella ha precisato –, dato che ben poche donne vivevano la condizione privilegiata delle colte signore che frequentavano a Napoli il salotto della poetessa Guacci. E la Pagliari ha parlato poi del rapporto passionale e al tempo stesso delicato del Morelli con Manola, specchio della donna costretta a prostituirsi; e poi di Giovanna, il grande amore del patriota sublimato dalla rinuncia, la donna fondamentale nella sua vita, ispiratrice del libro “La donna e la scienza”. Si è riferita a taluni dibattiti parlamentari presenti nel libro della Sarogni, alla posizione retriva del Crispi, ma anche alla presenza incoraggiante della patriota pugliese Antonietta De Pace.

Prof. Maria Carmela Pagliari nel corso del suo intervento.

Veduta dal Salone degli Specchi del Palazzo di Città di Taranto.

Dopo la lettura commentata di passi del libro da parte del prof. Vellucci, la prof. Mastronuzzi ha rivolto alcune domande all’autrice al fine di delucidare titolo e talune tematiche.

La dott. Sarogni non solo ha delucidato ma anche connesso il suo discorso con una serie di problematiche storiche del nostro risorgimento, evidenziando le sue conoscenze molto approfondite.

La Consigliera Gambillara, riprendendo il discorso sulla condizione della donna, ha, attraverso le realtà presenti non solo nel Sud ed emergenti quotidianamente, deplorato l’inefficienza nel risolvere situazioni spesso drammatiche in cui versano, insieme alle donne extracomunitarie, anche le italiane.

Si è chiusa così una presentazione che nelle congratulazioni è stata da tutti giudicata molto soddisfacente e culturalmente elevata sotto ogni profilo.


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Antonietta Benagiano
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