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Il mio bicchiere da viaggio
tra i Monti della Cesane

Il tema scelto quest’anno dagli organizzatori del noto festival Ville e Castella, che ha raggiunto la XII edizione, e si svolge in bellissime località, poste tra Fano e le valli del Metauro e del Cesano, è quello del viaggio, inteso in tutte le sue possibili accezioni: conoscenza, curiosità, ricerca dell’altro, metafora dell’esistenza ecc…

I relatori invitati hanno offerto ciascuno una testimonianza diversa del viaggio: Galileo Ferraresi ha raccontato del perché mai abbia raggiunto l’Antartide in una barca a vela rossa, Carlo Auriemma e Lizzi Eordegh come hanno fatto a trasformare la loro fuga in barca in un lavoro e a diventare documentaristi giramondo ecc… Mille esperienze, dunque, e mille voci volte a documentare, come sia ancora vivo e presente nell’animo umano, il mito ulissiano.

Ad invitarmi a parlare del viaggio in poesia e in particolare della raccolta antologica, che ho curato, Il mio bicchiere da viaggio, otto poeti italiani d’oggi (Archito, Milano, 2002). è stata Chiara Nigra, una tra le organizzatrici più attente al momento letterario.

Chiara Nigra, una delle organizzatrici.

Raffaella Bettiol e Chiara Nigra.

Oltre alle conferenze, ogni giornata del festival prevede una cena e successivamente un momento teatrale o musicale. I luoghi scelti per le manifestazioni sono tutti d’intensa e struggente bellezza ma, in qualche modo, persi, ossia, fuori dagli itinerari turistici consueti. Ville e Castella, insomma, vuole promuovere turisticamente anche zone particolari, un po’ nascoste e dimenticate.

Quest’anno è iniziato il 20 giugno 2009 ed è destinato a durare fino a domenica 12 luglio, quando ad Urbino si concluderà la splendida mostra dedicata a Raffaello.

La relazione che ho tenuto il 28 giugno, si è svolta sui Monti delle Cesane, presso l’Agriturismo l’Alce Nero. La località è incantevole, immersa in una fitta vegetazione incontaminata. Salgono sulle labbra i versi di Umberto Piersanti, che ha fatto delle Cesane il suo universo poetico: “O casa di mia madre sulle Cesane | bella giù per il fosso, | coi campi, gli alberi di noce, la bersigana”.

Gli incontri del pomeriggio.

Fortunatamente il tempo, dopo giorni di pioggia, è stato molto bello e nonostante il sole del tardo pomeriggio fosse ancora caldo, numeroso è intervenuto il pubblico ad ascoltarmi. Lo spazio riservato per l’incontro era nel verde, vicino ad una piscina, con lo scenario delle colline alle spalle.

Il titolare dell’Alce Nero, Gino Girolomoni, proprietario anche dell’omonima azienda biologica , una delle principali a livello nazionale, è un uomo colto, un intellettuale raffinato.

Nel primo pomeriggio mi aveva condotto a visitare il Monastero di Montebello (fondato nel 1377 da Pietro Gambacorta da Pisa), che lui stesso, faticosamente, ha restaurato (il monastero nei secoli ha subito, infatti, molte trasformazioni e devastazioni), adibendolo oltre che a propria abitazione e a luogo di soggiorno, anche a spazio ideale d’incontri, di conferenze. Ora fa parte integrante dell’intera struttura dell’azienda l’Alce Nero. Scrive Guido Ceronetti, ospite abituale: “…Il monastero di Montebello non è un luogo di frati, ma l’abitazione di una numerosa famiglia, la sede di un laboratorio di erboristeria e un punto d’incontro di ecologisti, teologi filosofi e archeologi…”.

Dopo la conferenza è seguita la cena, con tutti prodotti biologici dell’azienda.

Il clou della serata è stato il monologo della brava attrice Giuliana Musso, dal titolo, Nati in casa, tenutosi, fra i campi, in un fienile come teatro. La notte, è inutile dire, era magnifica e per la prima volta, dopo molti e molti anni, ho rivisto migliaia di lucciole rischiarare il buio.

Gli incontri serali: un angolo del pubblico tra le balle di fieno.

Ideatore del festival è Nino Finauri, i collaboratori: Andrea Bellacchi, Genni Ceserani, Raffaella Cini, Paolo Frigerio, Chiara Nigra.

Un ringraziamento particolare voglio rivolgerlo a Chiara Nigra, la quale, oltre ad avermi invitata, si è prestata a leggere, con grande competenza e bravura, alcuni testi poetici degli autori, inclusi ne Il mio bicchiere da viaggio. Chiara Ama molto, infatti, la poesia ed è un’infaticabile organizzatrice d’eventi,

Vorrei terminare ora il mio racconto su quest’esperienza veramente speciale, con i versi di un giovane poeta-scrittore Riccardo Giorgi, che, in quell’occasione, ho avuto il piacere di conoscere ed apprezzare. Versi che bene si sposano con il mito ancestrale del viaggio: “Quel che c’è di buono in una vita | è “viaggio indagatore” di terre e persone, | il rifiuto di catene. | Diari su Diari | Versi su Versi | Accumulo di Parole. Accumulo di Esperienze”.


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