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Il segno della memoria
alla Limonaia di Villa Vogel

Una visione della sede espositiva.

Si è tenuta dal 27 al 31 gennaio 2016 presso la Limonaia di Villa Vogel a Firenze, la mostra Il segno della memoria organizzata sotto gli auspici del Q4, organizzata dal critico d’arte Giampaolo Trotta.

Gli artisti presenti alla manifestazione sono stati: Davide Coroneo (pittura) - Francesca Guetta (installazione) - Stefano Mariotti (pittura) - Giovanni Ricci (scultura).

Di fronte all’installazione con Francesca Guetta, Giampaolo Trotta, Gianni Calamassi, Davide Cotroneo, Stefano Mariotti.
L’autore Gianni Calamassi.

Gianni Calamassi è stato invitato da Francesca Guetta a leggere il materiale messogli a disposizione del curatore che sono la poesia “Milano: autunno 1938” tratto dalla raccolta “Itinerari” di Giovanni Finzi-Contini, un brano di una lettera del Tenente Medico Pasquale Trotta, padre del curatore, inviata dall’Albania dopo l’8 settembre 1943.

Il critico Giampaolo Trotta.

L’installazione di Francesca Guetta.

Oltre al materiale citato l’autore ha letto tre sue poesie: “Terezin”; “Nel cielo il vento della shoah”, “Angelo del fuoco” tratte dalle raccolte “Discordanze intermittenti” e “Le parole rubate”.

Durante la serata il violista Alessandro Morelli eseguiva musiche di J. S. Bach, G. F. Telemann, H. I. F. von Biber e di P. Hindemith dopo che lo scultore Giovanni Ricci, autore di una scultura interpretata come l’ultimo viaggio di un musicista intitolata “Sei milioni” aveva spiegato le motivazioni che lo avevano spinto alla realizzazione di questa opera.

L’autore Gianni Calamassi.

L’esecuzione del violista Alessandro Morelli.

Parte del pubblico.

Le mani dell’autore Gianni Calamassi.

La serata si è svolta con la serena consapevolezza delle motivazioni che avevano portato alla sua realizzazione, dopo il successo della prima mostra eseguita l’anno scorso con lo stesso titolo, come si evince dalle parole dell’introduzione dello stesso curatore:

“Il richiamo, che sia figurativo a carattere documentaristico o strettamente simbolico…, è riferito strettamente all’Olocausto…” aggiungendo”…non sono state ammesse opere apertamente di propaganda politica, in quanto si è voluto stimolare, attraverso l’arte, una riflessione sul dramma umano delle persecuzioni e dei genocidi…di ogni tempo e luogo.”

Il pubblico presente ha seguito con grande attenzione tanto le musiche suonate dal violista Morelli che la performance di Gianni Calamassi.

Le foto della manifestazione sono del fotografo Serena Calzolari e gentilmente concesse dall’Artista Francesca Guetta.

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