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Il cammino non ha figli minori
di Claudia Piccini

Si è svolto a Firenze sabato 8 luglio 2017 al bistrot 19,26 in via G. B. Niccolini 30/r a partire dalle 18,30, una serata di letture tratte dal romanzo “Il cammino non ha figli minori” di Claudia Piccini edito da Europa Edizioni.

Gianni Calamassi presenta Claudia Piccini.

Il chitarrista Dimitri Vannucci suona il primo brano.

Un piccolo gruppo di appassionati si è ritrovato nei piacevoli salotti del bistrot 19,26 per parlare del romanzo di Claudia Piccini, con Gianni Calamassi che gestiva la serata, intervistando l’autrice e leggendo una serie di brani tratti dal libro.

Gianni Calamassi legge il primo stralcio.

Claudia Piccini parla della metamorfosi.

Una parte del pubblico.

Il pubblico femminile.

Gianni Calamassi legge un secondo stralcio.

Dimitri Vannucci esegue il secondo brano alla chitarra.

Gli intermezzi musicali del chitarrista classico Dimitri Vannucci hanno reso la serata ricca di note che, sospese nell’aria, la rendevano respirabile in barba alla calura che imperversava con una temperatura da urlo.

Era presente Maria Teresa Pieri, che ha curato la prefazione del romanzo, la poetessa Francesca Ulivelli, autrice delle fotografie allegate, per le quali la ringrazio, e il grafico Paolo Calamassi esploso con una serie di paesaggi che sono stati premiati in recenti concorsi. Il pubblico era completato da amici e parenti di Claudia e Gianni.

Per dare forza al messaggio del romanzo, nel quale l’autrice esamina i “percorsi” che sono alla base del cammino di ogni individuo, qualunque sia la sua posizione etica e religiosa, messa in rapporto con la società odierna, si punta l’accento su quelli che spesso vengono considerati “diversi” per i tanti criteri di omologazione che oggi si usano per dividere e scartare, il romanzo li accoglie e li esamina, restituendo loro la dignità.

Claudia Piccini illustra la sua posizione sulla diversità.

Dimitri Vannucci esegue il terzo brano.

Due disegni dell’autore, di cui alcune copie sono state distribuite per facilitarne la lettura, hanno fornito il supporto alla introduzione degli argomenti esaminati da Claudia e come traccia per i brani che Gianni, concordemente con l’autrice, ha interpretato.

I disegni sono “Panchina”, dove la varia umanità disegnata ben rappresenta la diversità a cui il libro fa riferimento: una anziana prostituta, ancora serena malgrado il suo triste passato, un nano che osserva muto un paranoico distrutto dalla propria vita, ed appoggiato alla panchina, che fa da spartiacque tra questo mondo e i due personaggi che la occupano. Uno seduto, con lo sguardo perso all’infinito, ed un barbone, corpo abbandonato, che disteso finge di dormire.

L’altro disegno è “Metamorfosi” dove una figura femminile, che rappresenta la terra madre o l’umanità, con un fondo di foglie appassite, ha in grembo, illuminato dalla luce, una crisalide e nella testa una farfalla notturna. Tutto sotto un cono spiovente di raggi multicolori, che rende viva la scena, e mostra che la farfalla notturna disegnata è situata nella testa, perché con il ragionamento non è possibile rendersi conto della luce del giorno: per divenire farfalla dalle ali colorate è necessario trovarsi nel cuore dell’umanità.

Gianni Calamassi legge i brani sulla metamorfosi.

E’ questa la metamorfosi necessaria all’uomo per trovare la strada da percorrere e poterla scegliere senza alcun tipo di pregiudizio: questa passa sicuramente dal cuore, ed è solo con il cuore che è possibile percorrere un cammino comune con l’umanità tutta..

Per concludere Gianni Calamassi ha letto un suo brano nato dopo la lettura del libro, che qui è riportato, assieme alle parole che Claudia Piccini volle destinargli dopo averne preso coscienza:

“Un Gianni diverso…

Son tanto lieta che tu l’abbia scritta è simile al messaggio che dona il mio libro…il bene universale di Dio…senza limiti…”

Dio parlò

Il vento e Dio parlò
Manifesta la sua presenza
Dette vita all’uomo
Col suo soffio
Asciuga il mare
E il popolo l’attraversa
Parla Gesù col vento
Gli apostoli stupisce
Minacciando il mare
L’aria si mostra divina
Non trascura popoli
Né religioni il soffio
Egli la sceglie come voce
Primitive preghiere
Invocano e ascoltano


Gli dei per mezzo suo
La Signora del Vento
Assieme ad Eolo dalla Cina
Alla Grecia l’alito Vayu
Nelle Indie coppia shinto
In Giappone Ovunque
Nei secoli si ascolta il vento
Nelle praterie americane
E nei canyons i nativi pregano
Il vento ascoltano
Il Grande Spirito Nafas
Nell’Islam il respiro di Allah
Ruah la vita per gli ebrei
E’ nel vento che nelle notti insonni
Cerchi la tua risposta
Che in principio fu l’aria

Gianni Calamassi, Metamorfosi

Gianni Calamassi, Panchina

I presenti hanno voluto il libro e non sono mancate le dediche da parte di Claudia Piccini, la serata si è conclusa con un gruppo dei presenti che è rimasto a cena, continuando a parlare insieme del proprio cammino…

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