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Onironautica - Sogni lucidi

Orlando Poggi - Irene Meniconi
alla Roccart Gallery di Firenze

Il 7 ottobre 2017 è stata inaugurata la mostra “Onironautica – Sogni lucidi” dei Pittori Orlando Poggi e Irene Meniconi presso la Roccart Gallery di Fabio Rocca, a Firenze in via delle Ruote 6R a Firenze.

Gianni Calamassi è stato invitato per presentare i due artisti e leggere il proprio racconto “La balena innamorata” tratta da “La trilogia del mare”, che ben si attaglia “all’essere” dei due pittori.

Di seguito quanto scritto dall’autore di Orlando Poggi ed Irene Meniconi.

Allestimento
Fabio Rocca presenta Irene Meniconi e Orlando Poggi.

Orlando Poggi

Gli elementi di arte figurativa e il simbolismo si amalgamano nelle figure femminili di Orlando: allungate, agili ed atletiche, quasi delle amazzoni di classica memoria.

Nella sua grafica la parte simbolica ha una potenza assoluta su tutte le altre espressioni, la realtà che egli rappresenta è associata ad un racconto simbolico-sensoriale, egli vuole fissare sulla tela una nuova dimensione della realtà femminile più intima, talvolta esotica (come nel Il riposo tra gli agrumi).

In attesa dell'inaugurazione. Irene Meniconi e Orlando Poggi. Il libro delle firme.

Il rimando ad una posizione di ruolo della donna, ad una donna che, come la natura, si presenta nuda, in posizioni non convenzionali, convinta e sicura del ruolo che occupa naturalmente viene ripreso dal simbolismo dell’artista con una immagine che rimanda alla posizione dell’uomo di Vitruvio (in Non fa male).

Le donne di Orlando mi ricordano La Gorgone, con i loro capelli serpentiformi che, per secoli è stata spesso oggetto di rappresentazione, ed evidentemente ancora oggi richiama l’attenzione dell’artista.

Percy B. Shelley -1819 – scrisse, “Sulla Medusa di Leonardo da Vinci nella Galleria di Firenze”, questo brano:

“…E dal suo capo, come se fosse da un sol corpo, sorgono pari all’erba da un’umida roccia, capelli che son vipere, e si attorcono e si distendono, e intrecciano i nodi tra loro in infiniti avvolgimenti mostrando il loro splendore metallico quasi a irridere la tortura e la morte interiori, …

…i serpenti mandano sibili e, sciolti sulle spalle come capelli di donna, flagellano il collo di Medusa, che ne prova piacere. (afferma Marco Anneo Lucano - (filosofo nipote di Seneca) 39/65 d.C.)

Vorrei aggiungere che Medusa appare non solo un orrido mostro, ma anche come attributo spaventoso della dea della sapienza (Minerva) che vuole rappresentare il pietrificante potere della saggezza sugli ignoranti. E forse in questo senso le figure di Orlando ci mandano un segnale di crescita.

Nel corpo della donna la Natura per la prima volta può apparire nociva, ma non trae fuori da quella bocca crudeli veleni perché non ci sono le teste dei serpenti nei suoi quadri! Anzi la donna allarga le braccia accogliente o bacia l’uomo, al quale pare destinare il suo veleno (come in Infinty murder).

Tuttavia se ci limitassimo ad osservare solo i suoi lavori perderemmo molto della personalità dell’artista: convulsa, spesso autolesionista nella ricerca delle responsabilità; in Non fa male – Orlando afferma: “ho visto ballare, frugare e saccheggiare tra le mie macerie le persone più care,…” . Però si ribella e si difende con ironia : “Non sento più il dolore, l’umiliazione , anzi, adesso lo cerco, lo sfido, non lo lascio più dentro: adesso ci cammino a fianco al dolore, alla delusione e al veleno.”

 Being flamingo – the big pink
Irene Meniconi
In attesa dell'inaugurazione. Non fa male
Orlando Poggi

In Infinity murder egli con l’ironia sofferta, che ogni volta emerge dalle sue parole, rivolgendosi a se stesso, interloquisce; “Nel tempo ho cercato di non incontrarti, ma sei di nuovo qui! Va bene, “ Ti starò vicino sopperendo alla tua anima e al mio corpo. E una mattina, come è già successo , tu non ci sarai per l’ennesima volta: ogni volta mi ci è voluto tempo e energia per rimettermi/ti in strada, ma adesso mi prenderò nuovamente cura di te, sapendo già che il recupero non ci sarà…”

Questo pessimismo cede il posto talvolta a pensieri positivi, diversi come in Riposo tra gli agrumi, in cui si limita a confermare il passaggio “dal dolce all’agro…”

Per chiudere mi sono rifatto al mio brano

Monologare (con tutti, anche con Dio)

…| Il cielo era vicinissimo,| le persone, non storie, | fuggivano ancora i loro limiti.

Il Suo (di Dio) sorriso reggeva le redini | del solitario equipaggio che trasmetteva | la singolare esperienza dei peccati. |

Iirene Meniconi

“Ero costantemente alla ricerca di qualcosa di misterioso, mi immergevo nella natura, quasi mi confondevo nella sua stessa essenza, fuori dal mondo degli uomini.”

Poiché è la chiave di lettura della sua opera, faccio mia questa considerazione della pittrice Irene Meniconi, che aggiunge:

“…sempre in compagnia della natura e di ciò che agli occhi di una bambina erano le sue meraviglie. Ero libera di sperimentare il mondo circostante…”

Fabio Rocca presenta
Gianni Calamassi
.
Infinity murder
 Orlando Poggi
Essere pavone
Irene Meniconi

E’ stato probabilmente così che le sue due grandi passioni, quella per la natura e quella per l’arte, sono nate in lei ed hanno proseguito il loro percorso di pari passo. Questo è avvenuto in concomitanza con il suo trasferimento da Greve in Chianti a Firenze e con la sua ripresa degli studi presso la sessione serale del Liceo Artistico G. B. Alberti e alla successiva frequentazione dell’Accademia delle Belle Arti.

Tutta la sua produzione è una ricerca ed una scoperta riguardante la tecnica, la personalità e l’espressione artistica con una particolare propensione ed attenzione verso l’intimismo e la sfera psicologica che sono ciò che si può trovare all’ interno di ognuno di noi.

La sua forza è il disegno, attraverso il quale riproduce insieme l’aspetto esteriore e, allo stesso tempo, quello interiore di ogni cosa, di ognuno degli animali che indaga, perché è questa , per quanto riguarda la sfera naturale, la sua più grande passione. Le piace dire che questo tipo di disegno è un “disegno meditativo”, in cui Irene si immerge nell’ atto creativo su cui si concentra allontanandosi e restando al tempo stesso. presente alla realtà.

Attraverso la conoscenza e la sensibilità, gli esseri viventi appaiono multi sfaccettati ed Irene è costantemente alla ricerca di un equilibrio, fra macro e micro, interiore ed esteriore, oscuro e luminoso perché gli opposti l’attraggono,

Quando c’è di chakra in questo? Che sfugge ai nostri sensi perché sottile e imponderabile, e a cui è dovuto il risveglio progressivo della coscienza umana con l’attivazione dei vortici di energia o Cakras, i centri di forza vitale.

Quanto allo yin (nero) e allo yang (bianco) ossia alla trasformazione ciclica del giorno e della notte che è il simbolo della dualità terra aria, acqua fuoco, ma anche maschio femmina, anche se la simbologia taoista conduce tutti gli aspetti negativi sulla donna, come sono contrapposti il drago (bianco) e la tigre (nero)?

La costante ricerca di un’ armonia e di un equilibrio, questo contraddistingue il suo lavoro, plasmare le figure attraverso la ragione e l’ azione consapevole, quello dell’ istinto e quello della ragione perché sono apparizioni, come in un sogno da rendere reale.

Essere… dal titolo dei quadri che presenta, per arrivare ad “essere” se stessa, sono questi i “miei Animali”, afferma Irene e forse i suoi animali sono lei stessa come lei lo è per loro: diventare quell’ animale per coglierne l’ essenza, portare gli animali ad avere un’anima umana, abitudini umane, nelle quali confondersi ed identificarsi.

L’ occhio: esso spesso è vigile, e guarda in direzione dello spettatore, non siamo quindi solo noi a guardare l’ opera, ma è anche l’ opera dell’artista a guardarci.

Nell’ambito di un percorso di immedesimazione e di trasformazione Irene Meliconi percorre, tra sogno e realtà, la trasformazione della materia verso l’universo, al quale affida le sue certezze trascendentali incerte.

I am the half butterfly – detail, Irene Meniconi

Gianni Calamassi legge "La balena innamorata".

Riposo tra gli agrumiOrlando Poggi

Alfredo Biagini
con Orlando Poggi e Gianni Calamassi.

Conclusioni

I tratti geometrici, pur nella loro differente valorizzazione avvicinano Orlando ad Irene: Lui ha già sofferto e si è ribellato, lei, una generazione più giovane, ha ancora la pazienza di indagare da vicino ed essere regolare nella frammentazione dei poligoni che riempiono i suoi disegni, lui sembra aver rinunciato agli spigoli, alle linee dritte: la vita ne ha ammorbidito gli angoli

La balena innamorata sogna un amore che poi porta alla follia ed all’auto distruzione, ed ha comportamenti umani, questo racconto raccorda le due sensibilità.

Folto il pubblico di amici e artisti tra i quali Diana Polo e Alfredo Biagini, anche da me conosciuti. La conclusione del vernissage con un gradevole rinfresco, organizzato dalla Galleria.

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