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Serata di letture di poesie

a Sesto Fiorentino

Sabato 19 ottobre 2019 alle 16,30 a Sesto Fiorentino nella Sala San Sebastiano i soci ASPI hanno organizzato una Serata di letture di poesie, organizzata da Fabrizio Finetti e Felice Giannelli.

Locandina.

Gianni Calamassi ha letto poesie di:

- Fabrizio Finetti - Gianluca Ciappi - Gianni Calamassi - Julius Camilletti - Lino Speranza - Ornella Bazzechi - Rosita Comparini - Silvana Cipriani - Vanna Ciolli

Il gruppo dei poeti che hanno fornito le loro poesie per il buon esito della serata.
Gianni Calamassi con gli organizzatori della serata Fabrizio Finetti, anche presente come poeta,
 e Felice Giannelli

Ho cercato di tracciare un percorso logico in modo da dare un senso alla sequenza dei brani che di volta in volta venivano letti; è stata presentata agli intervenuti la poetessa Ornella Bazzechi, che era alla sua prima partecipazione.

Abbiamo iniziato dalle “parole” che ci identificano, perché ognuno di noi è le parole che pronuncia o scrive, ma anche dalla memoria che ha di esse con il trascorrere della vita, esse sono un’arma, ma anche la nostra orma!

Parole – di Rosita Comparini

Questo è un mondo di parole
Alle quali tutto il mondo sta girando intorno.
Al nostro vocabolario vogliamo dire
Che belle o brutte le ascoltiamo tutte.

Le parole sono comunque librate nell’aria e il vento le trascina come pagliuzze

Parole al vento – di Vanna Ciolli

Moltitudini di parole spinte da
Raffiche di vento,
dritte vanno a lacerare il cuore.

Il pubblico segue le letture con grande attenzione.

Ci sono sempre parole da ascoltare, soprattutto quelle che nascono dentro di noi e cercano l’eterno.

Io ci sono – di Fabrizio Finetti

Fermati e ascoltami
Se ti chiamo forse è perché mediti
Su tutto quello che succede e che non meriti
Chiamami… io sono quello a cui non credi

Ci sono anche le parole dei bimbi che non cresceranno mai, di quelli che vivono lo scempio delle guerre, che chiedono solo di essere ricordati.

Portami con te – di Ornella Bazzechi

Portami con te
Perché tanto ci sarò comunque
Dentro i tuoi occhi
Mentre guarderai un fiore
Cresciuto tra le rocce

Uno scorcio della sala.

Gianni Calamassi.

Ecco che durante il cammino, un saluto, una parola ad un anziano per coinvolgerlo nella nostra vita e fargli alcune confidenze

Camminare – di Rosita Comparini

Sai io scrivo poesie, poi le leggo,
mi fanno volare, viaggiare e
parlare anche da sola.

E’ a questo punto che approfittando della presenza di Julius Camilletti, il pittoeta Julcam, e della nostra consolidata esperienza “recitativa”, si pensa di creare un break nel quale lo scrivente si offre a fargli da spalla durante la lettura della sua poesia che si presta al gioco.

Con il pittopoeta Julcam.

Inverno – di Julius Camilletti

Ti parlo da uomo ad inverno
Un tu mi garbi per nulla
Chi t’ha dato il permesso di lasciar spogli gli alberi?
Non far crescer i fiori
Non cantar gli uccellini?
Un tu mi garbi per nulla
(l’inverno risponde)
Ma i’ che tu dici
Che se’ briaco?
Un tu mi garbi, sai, se non ci fossi io
Non ci sarebbe la primavera
E tutto finirebbe, anche te, papaero….
Un tu mi garbi…

Il pubblico si rilassa!

Lo sketch non è stato breve ed ha coinvolto il pubblico trascinandolo tra risate e ammiccamenti. Poi la serata è ripresa pensando che se il camminare era per dare una parola a chi ne ha bisogno, se ci sono parole dedicate ai bimbi che vivono la guerra, necessita viaggiare con la fantasia inseguendo l’amore e le fermate del cuore.

Due scintilleGianluca Ciappi

Mi ricordo il suono dei binari
Avevi voglia di assaggiare incontri interni
Siamo embrioni in amore stazione dopo battito
Erosione del mattino nel quale pioggia emolliente
Scorre scivolando su labbra interessate

Le parole d’amore sono spese per una donna, ma essa ha molteplici sfaccettature come descrive il prossimo brano.

Tu donna – di Silvana Cipriani

TU DONNA… moglie… mamma.. nella
missione giornaliera della tua casa…
districare fili intrecciati e ricomporre il
mosaico dell’integrità femminile…

Il poeta chiede alla natura di cantare per una donna che lo ha lasciato: la madre

Fonte della vita – di Lino Speranza

canta per mia madre
il tuo dolce suono
nella vita le
sue ultime parole

Si ascolta con attenzione.

Si cerca il nuovo brano da leggere.

Le parole ci hanno avvicinato alla tristezza, ma anche all’amore, le parole possono disegnare immagini che si susseguono come fosse un film senza tempo.

Aspetto ad incontrarti – di Gianni Calamassi

Aspetto ad incontrarti
perché il sole alita
ghirlande di trine
sulla fronte delle
fanciulle andaluse
per la sagra.

Il tempo, questa invenzione dell’uomo, che ognuno attende con la paura che passi, nelle parole del pittoeta Julcam.

Il tempo – di Julius Camilletti

Son talmente
avanti col tempo
che ricordo benissimo
chi non è venuto al mio funerale

E il tempo delle parole inizia di nuovo...

E il tempo delle parole inizia di nuovo, con i commenti alla serata che il pubblico ha bruciato in un baleno tra la soddisfazione di tutti.

Gianni Calamassi

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