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Per ricordare la pittrice e fotografa

Edda Tanara (1939-2017)

Tratto dall’opuscolo “Ricordiamoli” redatto dal Gruppo Donatello di cui era socia la mia amica e collega.

“L’ottobre ci trovò attoniti, pochi giorni dopo la morte di Enzo Faraoni, di fronte ad un altro evento tragico quanto inaspettato se n’era andata nel sonno, con la fine dei giusti, un’altra amica, una dei più vecchi soci del Gruppo: Edda Tanara – la cui tesserina di appartenenza al sodalizio recava la data del 1978”

“Nata a Castiglion del Lago (PG) ha frequentato la Scuola Libera di Nudo presso L’Accademia delle Belle Arti di Firenze e corsi di incisione presso la Scuola Internazionale di Grafica “Il Bisonte”. Insegnante presso le Scuole Medie si dedica alle arti pittoriche e grafiche fin dal 1968, tenendo personali e collettive a carattere nazionale e internazionale, dove riporta riconoscimenti e premi. Sue opere sono in collezioni pubbliche e private, come Museo di S. Maria a Cortona (AR): Museo dell’Incisione Castello dei Paleologi ad Acqui Terme, Ospedale della S. M. Annunziata a Firenze; Ospedale Serristori a Figline Valdarno, Ospedale di S. Giovanni di Dio a Firenze, Comune di Pesaro, Comune di Castiglion del Lago.”

Composizione, olio su tela, 70x50 cm, 2017.

Il destino ha voluto che la sentissi la mattina prima della sua dipartita, fissando per andare con i comuni amici a mangiare una pizza, quando la mattina seguente suo fratello Orlando mi comunicò la tragica notizia.

Cosa dire di un’amica con cui ho lavorato nella stessa scuola per 17 anni, e per 15 abbiamo insegnato nelle stesse classi, senza suddividerla tra maschi e femmine, come facevano la maggior parte dei colleghi, tanta era la stima reciproca.

Quando sono andato in pensione la nostra amicizia è proseguita con tanta naturalezza ed affetto: abbiamo girato l’Italia e l’Europa insieme accogliendo l’organizzazione delle gite che suo fratello Orlando e i dipendenti dell’Ospedale di S. Giovanni di Dio organizzavano per i primi di dicembre..

Personalmente ho un debito di riconoscenza molto grande con Edda: lei mi ha spinto a presentare i miei lavori artistici, la prima volta con lei ed un gruppo di amiche, poi seguendomi nelle mie collettive e personali, grande il dolore per la sua perdita e mi rimangono i suoi ricordi che la nipote Laura mi ha donato in ricordo della zia.

Voglio fare un percorso con i suoi pieghevoli delle mostre che lei ha fatto, e di quelle che abbiamo fatto insieme, riportando i giudizi su di lei, e quelli che lei ha espresso sul mio lavoro.

Firenze 4-16 maggio 1974

Pesaro 16-22 novembre 1975

Rodolfo Tommasi (1974)

Lo stupore dell’uomo – se ancora esiste, se ancora non è attonito divenire – Edda Tanara l’ha capito.

L’ha assorbito: con una sensibilità femminile, e vera nelle sue intime fibre: pietosa, non giudice.

Edda scava le sue figure e le fissa nella loro condizione sociale, ma direi di più “umana”.

Dove la società è specchio di umanità.

L’equilibrio risolve la pur sofferta oggettivazione.

E il colore, dal suo luminoso spessore iniziale, cresce da se stesso, in una germinazione di umori interni in fermento. Ne nasce lo spazio che racchiude ogni innesto di sentimenti, per ricomporsi in un’invenzione di luce.

Una luce di piaghe arcane, di rivolta, di speranza.

Il trombone.
Cave di marmo.

Aurelio Ragionieri (La Nazione)

…Sono eccellenti le qualità espressive…una pittura fatta spesso di velature gentili, di sintesi essenziali, di approfondita indagine del carattere del soggetto che in definitiva creano anche un clima di sottile, autentica poesia.

Paolo Sfogli (Il Miliardo)

I lavori risultano bene impaginati con un sottile equilibrio cromatico che genera, nel fruitore, la netta sensazione di essere immerso in un sogno, il cui evolversi mette in evidenza un discorso che coglie l’uomo negli aspetti più significativi della sua realtà.

Vittoria Corti (1978)

E’ con occhi attenti, partecipi e pieni di rispetto che Edda Tanara considera i suoi personaggi. Si sente che prima di essere trasferiti sulla tela, hanno occupato a lungo la sua mente, hanno condiviso le sue giornate, popolato la sua solitudine.

Quando Edda Tanara parla di queste sue creature, lo fra con precisione, si ricorda il come, il dove, il quando fu impressionata da un dato personaggio e l’insieme con cui questa prima impressione continuò a lavorare in lei, non per il lato pittoresco, ma sempre per una situazione umana che le appariva insopportabile e che pur era sopportata come sorte inevitabile.

I personaggi, però, rimangono più sfuggenti ed inquietanti, perché quel che è umano ci tocca sempre più nel profondo, soprattutto quando non dichiara apertamente il suo significato, vero o presunto, ma lo tiene ben nascosto dentro di sé e sembra che ne abbia paura.

Un modo, fra i tanti, per esprimere il “proprio specifico” è fare cultura.

Composizione.
Mostra al Gruppo Donatello.

Cristina Papi (1984)

Un otto marzo che senza dimenticare il passato, sia proiettato nel futuro per riaffermare nell’esperienza e nella vita di ognuna di noi che l’essere nata donna non è più motivo di discriminazione per la scelta della professione, dell’attività, della carriera.

Sogni 1995 – Pittura murale 5x16 m nel giardino di via di Luna 16 a Firenze.

Vittoria Corti (1998)

Edda Tanara si muove verso l’accettazione e la comprensione di due fenomeni opposti: l’accettazione e comprensione della vita universale e, insieme, l’affermazione della propria singolarità.

Lei si muove in questa direzione e i suoi lavori lo provano: strade cittadine, silenziose e vuote, senza connotati contingenti, interni altrettanto vuoti e senza riferimenti ad epoche precise ma con aperture su cieli luminosissimi. E i personaggi, fermati con disegno rapido, non documentano che alla lontana la nostra attualità, sono esseri di ogni tempo, si muovono nel lavoro o si lasciano andare all’inerzia della stanchezza o dello scoraggiamento.

Persone

Acquaforte e acquatinta 35x50.

Nel 2003, quando ormai avevo già lasciato la scuola, Edda mi coinvolse nella mia prima mostra collettiva, nel nostro quartiere, a Villa Vogel a Firenze, dal titolo “Espressioni grafiche e pittoriche”

La nostra collaborazione continuò con una nuova collettiva, in cui erano coinvolte le stesse artiste della precedente a Villa Vogel, stavolta alla sede del “Gruppo Donatello” in via degli Artisti, intitolata “L’Espressione del Segno”, nel 2005.

Il 2005 fu l’anno in cui ci siamo più volte ritrovati alle stesse collettive, alcune organizzate

Da lei, altre organizzate da me, come “Conchiglie all’Hotel Datini di Prato, o la mostra la grande esposizione del “Chianti Life” svoltasi alla villa Corsini di Mezzomonte all’Impruneta; poi ognuno ha proseguito per la sua strada artistica, mentre la nostra amicizia è rimasta intatta per sempre.

I ricordi della sua attività proseguono con le collettive organizzate dal Gruppo Donatello, delle quali ho solo alcuni opuscoli, come “Segno Inciso” del 2007 e “L’Arte a Tavola” del 2016, per finire con “Ricordiamoli” mostra e pieghevole dedicato dal gruppo ai soci deceduti nel corso dell’anno 2017.

Ciao Edda, sei passata nella mia vita, lasciando un segno profondo.

Grazie per la tua sincera ed affettuosa amicizia.

Edda Tanara, Tavola imbandita (part.) linoleografia. cm. 50x60.
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