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Il Lustro cosparso
al “Leonardo da Vinci” di Milano

Presentazione il 25 settembre 2015 a Milano, presso il Centro Leonardo da Vinci, della raccolta di poesie “Il Lustro Cosparso - Orcheomai” di Gianni Calamassi, con la presenza del maestro Davide Foschi, Michele Miano, Joe Russo e Rossella Maspero fondatori del Metateismo assieme a Emanuele Martinuzzi, presente tra i premiati con Maria Pellino, Giovanna Casertano e Roberta Incerpi .

Momenti della premiazione.

Importante l’incontro che si è svolto prima dell’intervista con la visita agli studi di Joe Russo e del maestro Davide Foschi che ha mostrato i suoi ultimi lavori. La chiacchierata si è protratta con un esame degli obiettivi del Metateismo e le sue peculiarità intese come Nuovo Rinascimento. Lo scrivente ha anche approfittato per parlare del suo saggio - in preparazione - che affronta il problema del “Serpente” nella storia delle religioni, attivando un interessante dibattito con Foschi, Martinuzzi e M. Pellino, divagando sui richiami che quella figura ha oggi in riferimento alla sua figura nel panorama socio-religioso.

Il maestro Davide Foschi ha introdotto la serata illustrando gli obiettivi del Centro, e introducendo Michele Miano che ha illustrato l’attività letteraria dei vincitori.

Miano ha parlato del titolo Orcheomai, indicando come la scelta di un termine classico, proveniente dal greco antico, fosse un andare contro corrente, scherzando su una affermazione dell’autore, nella sua introduzione alla raccolta, in cui afferma:”sento ancora la mancanza di non averlo studiato”.

Gianni Calamassi

Ha richiamato il significato del teatro greco, a cui fa riferimento il titolo e la suddivisione della silloge, facendo rilevare come il teatro svolgesse allora una funzione di condivisione ed analisi dei problemi della “polis”, riunendo tutta la città in un unico aggregato che affrontava ogni argomento che la interessava, rendendolo comune.

Apprezzate dal pubblico presente le poesie lette, come “Il Pensiero” e “Noi siamo le vostre crepe”, che riporto

Il pensiero

il pensiero perde
la sua irrealtà
nel momento
che la voce
lo vibra nell’aria.

Noi siamo le vostre crepe

Noi siamo le vostre crepe
l’edificio che vi accoglie
porte e finestre sulla vita
Crepa sorda della casa vecchia
edificio accogliente di porte
socchiuse e finestre sbarrate
piccoli beccucci di acqua ghiacciata
Parete all’appoggio incerto
del gioco convinto e del sogno
Muro alle stanze dalle porte
serrate com’aride conchiglie nella sabbia
Tetto, chioma, scialle caldo, riparo,
scrigno all’esplosione viva
della crescita urlata
Strappo necessario,
ultimo strappo alle radici
che apre alla terra,
fresca di lucidi vermi
un giallo tappeto,
che di foglie sia
sentiero per la vita.

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