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Seconda
Mostra in Viola
Associazione culturale “LiberArte”

Il 15 settembre 2012 a Villa San Lorenzo, via degli Scardassieri, 47 a Sesto Fiorentino (Firenze) si è inaugurata la 2aMostra in Viola” organizzata dall’Associazione Culturale “LiberArte” con il patronato del Centro Civico 1 e da Pro Sesto.

L’assessore Massimo Rollino e il presidente Luigi Bicchi.

All’inaugurazione era presente il dott. Massimo Rollino Assessore con la delega alla Cultura, che ha rivolto parole di vivo apprezzamento all’operato dell’Associazione per la cultura, dopo l’introduzione del Presidente Luigi Bicchi.

Hanno partecipato alla mostra ben quarantotto artisti tra pittori e scrittori, che hanno presentato un’ampia gamma di opere di notevole levatura artistica.

Con l’occasione della inaugurazione si sono commemorate le figure di Mauro Batisti, cofondatore di “LiberArte” e riferimento paterno per tutti gli scrittori, il giornalista Renzo Cassigoli e l’artista Piero Tredici, scomparsi recentemente, che sempre hanno dimostrato di essere tra gli amici che hanno avuto a cuore il nostro cammino nel mondo della cultura.

Gianni Calamassi ha letto la poesia di Mauro Batisti “Signore salva”, e un breve profilo del giornalista Renzo Cassigoli da lui redatto, prendendo spunto dall’articolo del filosofo Sergio Givone, che lo scrisse nel giorno della sua scomparsa.

Durante la serata inaugurale la Caritas Diocesana di Firenze ha tenuto un mercatino per la raccolta fondi, ponendo in vendita anche le opere donate dagli artisti e scrittori dell’Associazione.

La serata è stata ripresa e trasmessa dal programma “Incontri con l’Arte” diretto da Fabrizio Borghini su Toscana TV.

Importante la presenza del pubblico che ha accompagnato gli artisti durante la visita della mostra e che ha partecipato al brindisi per lo scambio degli auguri di Natale, dopo aver assistito ad un breve filmato realizzato da Daniele Stiatti e Francesco Pezzucchi.

Gianni Calamassi nel corso di una serata di lettura.

La cena conviviale a Villa Stanley, a cui hanno partecipato un centinaio di persone, ha rappresentato un altro momento significativo, perché sono state consegnate targhe al presidente della Caritas Diocesana di Firenze, al titolare della società Nomination s.r.l., a Daniele Stiatti e Giovanni Pezzucchi operai cassaintegrati della Ginori 1735, all’ex direttore tecnico della squadra nazionale di ciclismo e sestese Alfredo Martini.

Nel programma della mostra sono state inserite due serate dedicate alla produzione letteraria dei soci di “Liberarte”, queste si sono svolte il 22 dicembre ed il 5 gennaio 2013, mentre la prima era dedicata ai racconti, la seconda alla poesia.

L’autore ha condotto le due serate coadiuvato dalle belle musiche di Bernardo Morelli alla chitarra, che ha cantato sue composizioni.

Gianni Calamassi legge la commemorazione di Mauro Batisti e Renzo Cosiglioli.

Il 22 dicembre, serata dedicata ai racconti. sono stati letti da Gianni Calamassi i brani di Ernesto Pandolfini, (Stand by me), di Fabrizio Finetti (Condominio Valle Fiorita), di Guido Nardi (Orizzonte viola), di Andrea Carraresi (un brano dal romanzo Il segno del destino), di Gianni Calamassi (Trottola e Una storia di Natale).

Il 5 gennaio è stata la volta dei poeti, l’autore dopo aver letto un omaggio a Mauro Batisti tratto da una lettera a lui scritta da Andrea Carraresi, ha recitato le poesie di Lidia Atzori, Liberato Calenda, Vanna Ciolli, Rosita Comparini, Fabrizio Finetti, Lino Speranza, Flora Ungania, Lenio Vallati e di Gianni Calamassi.

Superiore alle aspettative la presenza del pubblico che ha apprezzato sia le variegate parole dei poeti che le belle musiche di Bernardo Morelli.

Una parte del pubblico.

Signore, salva…
Mauro Batisti

Signore, salva color che m’han conteso
alla gelida mano della morte
perché onori gli impegni che ho assunto
su questa terra.

Signore, salva chi m’ha schiodato
dalla croce dell’immobilità
come Giuseppe d’Arimatea
e chi deterse le mie misere membra
con la pietosa degnazione delle Pie Donne.

Signore, salva chi porse l’acqua ed il pane,
chi cosse il cibo e chi me lo imboccò
come a un antico bambino,
chi pulì la mia isola bianca
e chi mi fece camminare
sulle acque della mia inquietudine
con il sorriso della speranza.

Quando avrò tutti i debiti pagati
salva anche me,
Signore dell’Aurora
ch’io possa onorarTi ancora.

Renzo Casiglioli deceduto a 82 anni il 24 aprile 2012
Da un articolo del Filosofo Sergio Givone

Ricordo la capacità di Renzo Cassigoli di ascoltare.
Faceva le domande giuste (molti i suoi libri intervista) perché era interessato a sapere e per questo colpiva nel segno.
Quello che colpiva era la sua apertura all’altro, una curiosità autentica perché non cercava la risposta che si aspettava. Era una qualità più unica che rara …
Lui, certo, aveva una propria posizione ma non voleva riportare tutto a sé, il contrario.
Era una persona senza ideologie nel senso che aveva le proprie idee ma non si lasciava sedurre da un pensiero che non incontrava mai l’altro perché pretende di sapere tutto. In questo senso Renzo era a suo modo un umanista. Non è un caso che i grandi intellettuali fiorentini ( e non ) lo abbiano avuto caro. Parlavano volentieri con lui perché sapeva ascoltare. Luzi gli voleva bene ( chiese a Luzi cosa significava la poesia oggi e il Grande Poeta gli rispose: Cosa sarebbe il mondo senza la poesia?), Garin lo stimava, con Toraldo di Francia ha scritto un libro…( ha scritto libri intervista con Umberto Veronesi, Renzo Piano, Alessandro Parronchi, Giovanni Michelucci, tanto per citarne alcuni, ma tralasciandone molti altri )
Aveva un grande senso della realtà che diviene e si trasforma, per capire e mettere in discussione i luoghi comuni, tutto con grande umiltà…
Oggi che tutto sembra infranto e spezzato, anche il mezzo per misurare i nostri sentimenti, le cose che amavamo e per le quali ci siamo battuti, senza perdere l’ansia di rinnovare la ricerca, aspettando che le acque ritrovino la via della sorgente, ecco, questo è lottare con il tempo che passa.”
“La speranza è nella poesia?” chiede Cassigoli a Parronchi, che risponde “…in un momento in cui non si spera più nulla e si sente la vita naufragare, trovare la forza di scrivere una poesia è il modo migliore per esprimere … questo difficile passaggio.”

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