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Segni di vita

grafica e poesia

Si è tenuta presso Villa San Lorenzo in Campo, sede del Centro Civico 1 del Comune di Sesto Fiorentino (Firenze) la Collettiva di Grafica Segni di…vita organizzata da Gianni Calamassi per l’Associazione LiberArte, alla quale hanno partecipato i soci: Giorgio Butini, Gianni Calamassi, Mauro Conti, Elvira Gabbi, Fabio Guiducci, Kiyoko Hiral e Paolo Lazzerini. La mostra è stata aperta dal 12 maggio al 28 maggio 2010, l’inaugurazione è stata ripresa e mandata in onda da Toscana Tv.

Kiyoko Hirai

Paolo Lazzerini

Fabio Guiducci

Elvira Gabbi

Marta Gaggini

Daria Fedotova

 

 

 

Gianni Calamassi

 

Dopo la presentazione del Presidente di LiberArte Luigi Bicchi la parola è passata all’organizzatore Gianni Calamassi, che ha introdotto al tema della mostra: Segni di vita.

Gianni Calamassi

«La mostra presenta disegni e segni incisi, questi ultimi eseguiti secondo le antiche tecniche con matrice in cavo o in rilievo; perché incidere è una scelta consapevole, è curiosità, è assiduo lavoro artigianale, è bellezza quando anche “…Omero ci parla delle incisioni sulle armature dei suoi eroi…” (M. Missirini, 1793).
Non tutti i presenti hanno pensato seriamente di fare il mestiere dell’artista, ma nella vita tutti hanno sempre frequentato l’arte per un bisogno personale, per raggiungere quella serenità interiore, non disgiunta dalle tecniche necessarie, che permettesse loro di buttar fuori tutto quello che avevano dentro di intimo, quasi di domestico, senza la presunzione di voler insegnare niente a nessuno.
Crediamo che l’arte possa essere buona o cattiva solo in base alla sincerità con cui si esprime realmente ciò che si è dentro.
Non c’è altra differenza tra l’arte in generale e l’arte impegnata: il messaggio politico non riguarda l’arte, ma sarà la sensibilità umana e civile a determinare la qualità dell’artista e a stabilire i canali di comunicazione che lo metteranno in contatto con i fruitori del suo lavoro.» (libero adattamento da G. Grimaldi)

E’ seguita la lettura della poesia

La veste

Feci del mio canto, una veste
Coperta di ricami
Tratti da miti antichi,
Dai talloni alla gola;
Ma gli sciocchi la presero per sé,
La indossarono al cospetto del mondo
Quasi lavoro delle loro mani.
Lascia che se la tengano, canzone,
C’è maggior ardimento
Nel camminare nudi.

William Butler Yeats

da parte dell’organizzatore.

Importante la partecipazione e i riscontri sulla qualità dei pezzi presentati, varie le tecniche utilizzate: dall’incisione, alla punta secca, dalla china al pennarello, dalla matita al carboncino.

Presenti gli autori che hanno illustrato ai presenti le caratteristiche del loro lavoro.

Mauro Conti ritratto da G. Risito.

Giorgio Butini ritratto da G. Risito.

Durante il periodo di apertura della mostra il 18 maggio si è svolto un apprezzato incontro tra Musica e Poesia, durante il quale Gianni Calamassi e Marta Gaggini hanno letto una serie di brani tratti dalla Antologia di LiberArte 2010” dei soci B. Carraresi, F. Cioni, G. Calamassi, M. Seravalli, A. Cavallaro, F. Finetti, E. Solito, M. Ciampoli, C. Pomini, F. Ungania, L. Vallati, A. Gioscia, C. Trombetti accompagnati dalla chitarra classica di Daria Fedotova.

Agli intervenuti alla serata è stato fatto omaggio della raccolta di poesie Bacheca di Gianni Calamassi.

 

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