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N.O.F. 4
alla nuova
Biblioteca “Mario Luzi”
di Firenze

Giovedì 8 novembre 2012 alle ore 17, nell’ambito della rassegna I Temi della Poesia promossa dall’Associazione Culturale “Pianeta Poesia” presieduta da Franco Manescalchi, è stato presentato il libro di Mariagrazia Carraroli N.O.F.4 centottantadue metri di follia alla Biblioteca Mario Luzi recentemente inaugurata a Firenze in via Ugo Schiff, 8.

Giancarlo Bianchi (in piedi), segretario di Pianeta Poesia, introduce la serata. Al tavolo da sx: Giuseppe Baldassarre, Mariagrazia.Carraroli, Gianpaolo Trotta, Leandro Piantini.

Il testo, accompagnato da immagini di Luciano Ricci, si pone a metà strada tra il racconto poetico e la drammaturgia teatrale, come scrive Vigliaturo in una nota, con una voce, quella di Mariagrazia Carraroli che, sostiene Davide Rondoni nella prefazione, compie un gesto di insurrezione, oltre che di memoria. Di testimonianza, oltre che di memento ( …) portando (…) la vicenda dall’esemplare al consueto, dall’eccezionale al comune. Alla condivisione.

Il graffito di N.O.F.4 (la sigla con cui s’era ribattezzato il Nannetti) fu a suo tempo fotografato da Piernello Manoni (presente in sala) e quel documento visivo si trova oggi conservato al Museo dell’Art Brut di Losanna.

Mariagrazia.Carraroli

Nel 2005 Luciano Ricci ne ha ripreso con la sua camera i resti intonacati del cortile manicomiale di Volterra e quelle immagini sono state inserite in un video proiettato durante tutta la presentazione del libro.

La vicenda di Nannetti ebbe origine da un episodio mai ben chiarito che lo vide coinvolto e poi condannato a due anni di detenzione nel reparto giudiziario del Manicomio di Volterra. In seguito fu prosciolto, ma fu trasferito nel Manicomio comune non avendo chi potesse o volesse accoglierlo in famiglia . Nannetti negli ultimi anni fu ospitato fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta nel 1994 presso un Istituto per anziani della città.

La prima presentazione critica del libro con la consueta intelligente analisi del prof. Giuseppe Baldassarre, ha aperto gli interventi seguiti da un pubblico attento e assai numeroso. La sala della biblioteca era gremita e molte persone sono dovute rimanere in piedi. Il professore ha messo in risalto la drammaticità del lavoro di Carraroli, la sua carica di pathos e la sua valenza testimoniale.

Giuseppe Baldassarre e Mariagrazia.Carraroli.

Leandro Piantini, sullo schermo un'immagine del graffito.

L’architetto e storico dell’arte Gianpaolo Trotta ha poi illustrato con dovizia di particolari e competenza critica il fenomeno dell’Art Brut, mentre scorrevano le immagini del video di Luciano Ricci, con i resti del graffito del Nannetti, ancora capaci di forza espressiva e di grande suggestione.

E’ quindi intervenuto il critico letterario Leandro Piantini che si è soprattutto soffermato sull’uomo Nannetti, raccogliendo spunti di confronto con altri personaggi della letteratura noti per patologie psichiche.

Carlo Ciappi e Mariagrazia Carraroli durante la lettura del testo.

Alla fine il testo è stato letto e drammatizzato dall’autrice e da Carlo Ciappi che con forza convincente ed emotivamente partecipata ha saputo rendere vivo il protagonista del poemetto e attuale e presente la sua voce.

Molti gli interventi dal pubblico. Particolarmente interessante quello di Concetta Pellicanò, vedova dello psichiatra Carmelo, ultimo Direttore del Manicomio di Volterra che si spese per far conoscere al mondo artistico culturale italiano ed europeo l’opera del Nannetti, e quello della poeta Alberta Bigagli da sempre impegnata nell’opera di dare voce al disagio psichico.

Il pubblico nella sala della Biblioteca “Mario Luzi”.

La serata si è conclusa con l’unico rammarico di non poter dare ascolto a tutte le persone che avrebbero voluto intervenire nel dibattito: alle 19 inesorabilmente la Biblioteca doveva chiudere i battenti.

Un successo testimoniato anche da molti messaggi raccolti in serata e nei giorni seguenti su facebook.

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