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Padova, Centro culturale Altinate/San Gaetano
20 Marzo-25 aprile 2010

testo di Alessandra Pucci
fotografie di Luccia Danesin

Guido Sgaravatti
Dalla raffigurazione all'arte terapia

Mostra antologica proposta dall’Assessorato alla Cultura di Padova nella nuova sede espositiva del Centro Culturale Altinate/San Gaetano, al piano superiore di questo edificio che un tempo apparteneva all’adiacente chiesa di San Gaetano, fa piacere vedere esposte le opere di Guido Sgaravatti, nel susseguirsi di ambienti luminosi, di spazi ampi davvero adeguati ad essere degne cornici per la vasta produzione di questo artista versatile nelle varie branchie dell’arte.

Il titolo della mostra rende immediato il profilo delle esperienze fatte anche nel settore della conoscenza del sé profondo, indagato attraverso lo studio della psiche sia dal punto di vista occidentale che nelle modalità orientali.

Il percorso è ben documentato dalle opere suddivise per genere: dai dipinti figurativi degli anni ‘60 ai bronzi per l’arte sacra, ai disegni, fino alle ultime esperienze di grafica, i monotipi che creano una riuscita fusione tra l’incisione e la pittura.

Molto interessanti i ritratti, eseguiti con gesto rapido, libertà del colore che sottolinea il segno sempre di chiara matrice classica. Della sua vita d’artista è necessario accennare perché non si può comprendere altrimenti lo sviluppo della sua ricerca espressiva.

Dunque innanzi tutto è da sottolineare la iniziale formazione classica negli studi di base, la laurea in Giurisprudenza a Padova, e, sempre presente la curiosità e il desiderio di cimentarsi nell’Arte. Salterà il “fosso” e si butterà a capofitto nel mondo delle forme, all’Accademia di Belle Arti di Venezia e in seguito a Napoli e infine Roma dove sperimenterà la scultura con la tecnica del marmo.

I viaggi e i lunghi soggiorni all’estero hanno ampliato ulteriormente la sua naturale capacità di visione e di espressione e ciò si legge soprattutto nei disegni, ricchi d’immaginazione e di mistero.

L’atmosfera di ogni sala è permeata da quel particolare lucore del bianco della carta, e scandita dalla suggestione dei manufatti bronzei che sanno parlare della sapienza e della umiltà di un maestro che si è cimentato con la potenza del sacro per luoghi di preghiera come Santa Giustina a Padova, l’Abbazia di Praglia e il duomo di Belluno.

La sezione che riguarda l’Arte come terapia, ha la sua peculiarità nell’essere del tutto diversa dagli altri materiali esposti; qui il colore e la forma si allontanano dal fare apollineo, dalla ricerca di significati legati al mondo della visione secondo regole che rendono l’opera uno specchio riflettente il mondo sensibile, per entrare in un ambito che attiene allo stato inconscio, quello più profondo e troppo spesso trascurato o dimenticato, che proprio tramite il gesto, il respiro lo sguardo infine diventa forma essenziale e a volte sorprendente per il messaggio e la forza espressi.


Figurazioni e trasfigurazioni sono dunque gli elementi della poetica di Guido Sgaravatti, tratti distintivi di tutto il materiale selezionato nelle varie sale che danno al visitatore la certezza di essere testimone di un evento culturale memorabile.
 


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