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Stellina e croce per Maurizia Rossella





Giovedì 28 giugno 2007 a Padova nella Saletta degli Incontri della Libreria Draghi è stato presentato l'ultimo libro di Maurizia Rossella il romanzo Stellina e croce (Cleup Padova). Per l'occasione è intervenuta Saveria Chemotti docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Padova.

Numeroso il pubblico intervenuto alla presentazione. Maurizia Rossella è molto nota a Padova sia come giornalista che come direttore responsabile della rivista "Scorpione letterario", eppoi c'era molta attesa per questo suo primo romanzo e l'attesa non è andata delusa.

Una storia originale e avvincente, che riesce a suscitare un’ampia gamma di sentimenti. Commovente, lieve come una poesia. Ambientata tra Veneto e Liguria, narra dell’insolito legame che per mezzo secolo unisce una zia e una nipote. Il lettore avrà modo di conoscere a fondo le dimensioni di un rapporto privilegiato che racconta come la certezza dell’amore condiviso possa attenuare la sofferenza dopo la perdita di una persona straordinaria. Una scrittura intima e colorata per delle pagine intense, piene di affetto e tenerezza. Ma anche di spirito.

 

La prof. Saveria Chemotti e l'autrice Maurizia Rossella.

“(..) la capacità di approdare alla serenità del dolore, che è poi il vero amore: quello cioè che, pur riconoscendo la propria incapacità di alleviare una pena, se ne fa comunque carico.” (Aldo Carotenuto “L’eclissi dello sguardo”)

Una stellina, una croce stanno a punteggiare due date: la nascita e la morte. Fra le due date Lei, zia Clara. La sua vita, tante vicissitudini, mille e mille sguardi e pensieri, amori e sentimenti. Tutta la complessità dei giorni stratificati, delle ore dolorose, degli incontri gioiosi sembrano così suggellati in pochi numeri su una tomba. Parte da questa staticità il contrapporsi invece del ricordo che sente la nostalgia del suo passo, dei tanti e frammisti dialoghi, di quella sua voce che “Scarletta” – così la chiamava la zia – sapeva interpretare nelle tante sfumature e cadenze. Un legame forte e delicato che vede zia e nipote riflesse ognuna nel desiderio dell’altra: ognuna si ama, si nutre e prende energia dall’amore che riceve. Ce lo racconta Maurizia Rossella nel suo primo romanzo Stellina e croce, uscito da poco nelle librerie.

Fanno d’insieme alla storia tanti parenti: personaggi dagli appropriati soprannomi e resi animati da un parlato dialettale veneto che trascritto risulta fantasioso, ricco di espressioni pungenti, anche salaci. E’ un viaggio autobiografico, a ritroso: di riconoscenza. Un concatenarsi lieve di pensieri vissuti, di aneddoti ritrovati intatti e vivi, forse perché già allora erano stati sentiti preziosi.

Maurizia, pagina dopo pagina, sembra compiere con attenzione un’ultima indicazione suggerita dalla zia. Si accompagna in un rito fortemente simbiotico. Mentre “la dice” e le dà senso e corpo, la porta a mescolarsi, a prendere posto e presenza dentro di sé, tanto da sentirsi lei stessa “zia Clara”:”So che nessuno mi crede, ma ora che è morta io sono lei” . La storia finisce infatti nella proiezione di Scarletta anziana che, ad un’amata nipote che la va a trovare, ripete gli stessi insegnamenti e consigli, gli stessi gesti che furono della zia. E così – ricongiunto il cerchio – tutto ritorna e sopravvive.


AbcVeneto, nr. 41/ 1 agosto 2007
foto © di Luccia Danesin

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